ingroia“Sicilia E-Servizi è stato un carrozzone mangiasoldi. Ho individuato, spulciando le carte delle precedenti gestioni, truffe e arricchimenti illeciti per oltre 100 milioni di euro, avvenuti sotto il governo regionale di Raffaele Lombardo. Si tratta di soldi pubblici dei siciliani e sarebbe troppo facile dire che potevano spesi in maniera diversa”. Così l’amministratore unico di Sicilia E-Servizi, Antonio Ingroia, che ha annunciato di aver presentato un circostanziato esposto alla Procura di Palermo.

“Nel solo dicembre 2009 – aggiunge l’ex pm – assistiamo ad affidamento di lavori al socio privato per oltre 79 milioni di euro. La seconda anomalia, nello stesso periodo, è relativa al costo dei lavoratori. Mentre oggi la Regione eroga a Sise tra i 1.200 e i 1.700 euro netti al mese ai propri lavoratori, in quel periodo il costo per lo stesso lavoratore varia tra i 570 e i 1.030 euro al giorno. Inutile aggiungere che ai lavoratori andava lo stesso stipendio percepito ora e il resto era tutto profitto di impresa per i privati che così si sono arricchiti alle spalle dei siciliani e dei lavoratori”.


“Ecco perché – continua Ingroia – Sicilia e-Servizi quest’anno è costata intorno ai 10 milioni di euro e negli anni passati tra i 30 e i 56 mln. Insomma le spese sono state ridotte, a seconda dell’anno di riferimento, dai tre quarti ai quattro quinti, non per le virtù taumaturgiche del sottoscritto ma perché si è fatto oggi quel che non si era fatto allora. Mi chiedo dov’erano allora gli organi di controllo interni ed esterni alla società. E che dire, infine, della transazione col privato per circa 100 milioni di euro autorizzata dal presidente Lombardo quando era già dimissionario e sotto inchiesta dalla Procura di Catania e con le valige in mano, a meno di venti giorni dall’elezione del nuovo presidente della regione?”.

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