fp-cgil--250x181“ Siamo abituati a scrivere o a leggere di come la politica saccheggi, molto spesso, le casse della pubblica amministrazione, oggi, con piacere registriamo il grande senso di responsabilità e generosità della politica locale del comune di Favara”  – con queste parole il segretario generale della FP CGIL di Agrigento racconta di come si è aperto uno spiraglio per la soluzione del rinnovo del contratto di lavoro ai 69 precari del comune di Favara.
Come è noto il contratto di lavoro è scaduto il 31 marzo scorso, a seguito della richiesta da parte dell’Amministrazione locale, approvata dal consiglio comunale di un piano decennale di rientro, per evitare il dissesto economico finanziario, l’amministrazione è obbligata a chiedere preventivamente l’autorizzazione alla commissione Ministeriale ogni eventuale ulteriore proroga, da qui i guai per i lavoratori. Ci sono voluti diversi incontri tra il Sindaco ed i lavoratori rappresentati dalla FP CGIL prima di arrivare ad un mese di proroga (scadenza 30 aprile) nel tentativo, nel frattempo,  di trovare una soluzione. Dopo una prima proposta di Buscemi cioè ritirare il piano di rientro e farne uno proprio con tagli della spesa corrente molto significativi non recepita dalle forze politiche, la svolta si ha nell’incontro avuto al Castello nella giornata di lunedì sera. Infatti, subito dopo aver fatto il punto della situazione il Sindaco ha lasciato la parola al segretario della FP CGIL Alfonso Buscemi il quale preso atto che una delle condizioni poste dalla Commissione romana era impossibile avere prima del 30 aprile cioè la certificazione del finanziamento da parte della Regione Sicilia in quanto priva dello strumento finanziario regionale, così, ha proposto di perseguire la strada della proroga di due mesi  con la copertura finanziaria propria e attraverso il taglio della spesa corrente che dimostrasse alla Commissione Ministeriale  della serietà con cui l’Amministrazione ed il consiglio Comunale intendesse davvero approvare un piano di rientro serio. Ebbene, questa proposta condivisa da subito dai presenti, incomincia a trovare riscontro positivo a tutti i livelli, per cui l’Amministrazione sta lavorando in questa direzione. “ Dopo anni di tagli pesanti operati dai Governi Nazionali e Regionali  che si sono succeduti dal 2008 ad oggi verso i comuni, e contestualmente, la miopia di tanti amministratori locali che hanno fatto finta di non accorgersi che si stava andando verso il baratro economico, continuando con le spese inutili come incarichi di consulenza ecc. adesso, i comuni sono tutti al collasso finanziario; personalmente, sono a favore del finanziamento pubblico ai partiti ed il finanziamento agli amministratori perché è giusto remunerare chi si dedica alla collettività,  diversamente, la democrazia sarebbe distorta ad appannaggio di un solo censo, quello dei benestanti. Naturalmente – continua Buscemi – in un contesto così drammatico penso che la via principale passa dalla rinuncia dei singoli amministratori alla giusta e sacrosanta indennità, va riconosciuto a loro, quindi,  questo merito e speriamo che nella giornata di oggi i pochi amministratori e consiglieri che ancora non hanno provveduto a firmare la rinuncia lo facciano al fine di mettere gli uffici nelle condizioni di poter preparare gli atti da spedire con urgenza a Roma. Voglio augurarmi che questa triste esperienza sia da monito per tutti gli amministratori e lavoratori affinché insieme si possa lottare per trovare la soluzione definitiva al precariato siciliano. Per questo – conclude il sindacalista – invitiamo tutti a partecipare allo sciopero indetto dal Sindacato Confederale per la giornate del 13 maggio con manifestazione a Palermo per chiedere al Governo Regionale il trasferimento delle risorse ai comuni ed una legge seria che consenta la stabilizzazione”