Esordio bagnato, esordio sfortunato. Debutto a dir poco disastroso ieri a Milano per piazzetta Sicilia, lo spazio dell’Isola all’interno di Expo: non solo la pioggia e pochissimi visitatori, ma anche vistosa sporcizia e fango nel padiglione Mediterraneo gestito dalla Sicilia, con l’acqua passata attraverso la copertura, tanto che lo stesso commissario regionale Dario Cartabellotta e i dirigenti hanno dovuto attrezzarsi con scopa e paletta per ripulire, visto che nessun altro se ne è occupato.
“Se le cose non vengono sistemate, noi non pagheremo i tre milioni di euro previsti per il padiglione del Cluster bio mediterraneo”, ha detto Nino Caleca, assessore regionale all’Agricoltura. Il Cluster, di cui la Sicilia è capofila, accoglie 11 Paesi dell’area Med, ed è diverso anche nell’aspetto da quelle che erano le attese.
“La società che gestisce Expo e che avrebbe dovuto consegnarci il padiglione pulito e bonificato ce lo ha invece lasciato in condizioni di assoluta sporcizia – ha detto contrariato Cartabellotta -. Ho chiamato i vertici di Expo per dire loro che i problemi devono essere risolti al più presto. Altrimenti, sia chiaro, noi siamo pronti ad andarcene”.
Un autentico aut aut. E’ vero, i tempi dell’apertura sono stati rispettati, ma per il momento aleggia una grande precarietà. Non esiste ancora una segnaletica esterna che indichi la presenza siciliana, lo spazio è lontano più di un chilometro dall’ingresso principale della monumentale manifestazione, in una posizione decisamente defilata, e dei famosi acroliti di Morgantina che dovrebbero accogliere i visitatori non c’è traccia.
“Non siamo visibili – ha aggiunto Cartabellotta -, la gente ci cerca senza trovarci, la mancanza di segnali e del nome all’esterno non permette ai visitatori di capire cosa ci sia dentro questo grosso spazio. Ad aggravare la situazione è la copertura che lascia passare la pioggia e bagnare i luoghi di degustazione, il palco con le attrezzature elettroniche e gli spazi espositivi. Una copertura suggestiva e gradevole per creare l’atmosfera della piazza del mercato ipotizzata nel progetto originale, ma poco funzionale alle numerose attività previste dalla Regione e dai paesi del Cluster”.
Solo 38 dei 102 mq di superficie complessiva sono coperti. E ovviamente con la pioggia il disagio è stato grande. Hanno resistito i chioschetti che producono dolci e pane all’interno della piazzetta, mentre la motoape gialla che doveva scodellare la frittura di pesce si è astenuta.

















