“Speriamo di vincere il ballottaggio a Gela col nostro candidato Domenico Messinese, in modo da dare un bel segnale al governatore siciliano Crocetta”. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, lancia la sfida durante la sua visita a Ragusa, dove ha incontrato gli amministratori locali del Movimento 5 stelle.
“Allargando i Comuni siciliani a guida cinque stelle – ha aggiunto Di Maio – possiamo lavorare per essere forza di governo e far partire il grande riscatto del Sud”. A Gela (Caltanissetta), dove Crocetta è stato sindaco, al ballottaggio ci sono l’uscente Angelo Fasulo, sostenuto dal governatore, e il candidato del M5s.
“I tagli ai Comuni fissati dalla legge di Stabilità sono indiscriminati e bisogna intervenire subito soprattutto per premiare quelli più virtuosi”, ha poi detto Di Maio parlando con i giornalisti. “I parlamentari del Movimento -faranno da scudo ai Comuni da noi amministrati favorendo una sinergia che possa tornare utile nella gestione delle istituzioni che governiamo”.
Di Maio ha parlato dell’Imu agricola, definendola “una tassa-marchetta inventata da Renzi per coprire il buco di bilancio determinato dalla scelta di concedere 80 euro al mese ai cittadini. Ma di fatto è una penalizzazione per l’agricoltura italiana. Una tassa per soddisfare la voglia di consenso del premier e nulla più. Invece sarebbe auspicabile modificare la legge di stabilità per ridare le risorse necessarie ai Comuni per assicurare i servizi essenziali”.
Argomento immigrazione: “La polemica dei governatori leghisti e di Toti è pretestuosa perché bisogna cambiare il regolamento di Dublino prevedendo la ripartizione delle quote tra l’Italia e i Paesi membri dell’Unione. Salvini e la Lega stanno facendo la solita politica populistica per catturare consenso invece di affrontare la questione dell’immigrazione partendo dalla modifica del regolamento di Dublino o di risolvere la questione dei rifugiati politici direttamente in Africa”.
Infine la scuola: “Se la riforma dovesse essere approvata così com’è, non risolverebbe alcun problema né agli studenti né ai docenti. Perché non si risolve il problema della continuità didattica, delle classi-pollaio e del precariato. La scuola è il motore dello sviluppo sociale del Paese e la riforma non prevede un euro purtroppo per l’edilizia scolastica”.


















