Angelino-AlfanoIl ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha incontrato, in Prefettura ad Agrigento, i sindaci degli 11 Comuni del distretto socio-sanitario D1. “Si tratta di 11 Comuni, il cui capofila è Agrigento, che hanno presentato al ministero dell’Interno – ha spiegato il ministro – un piano di interventi per servizi di cura all’infanzia. Il ministero ha deliberato uno stanziamento di circa 2 milioni di euro per questo distretto socio-sanitario. Il piano prevede che 343 bambini abbiano la possibilità di accedere agli asili nido. Potranno riaprire, dunque, due asili di Favara (AG) che da un quarto di secolo svolgevano questo servizio ma che per mancanza di risorse erano costretti alla chiusura. Ad Agrigento beneficeranno 100 bambini, con la presa in carico anche di soggetti che sono portatori di handicap. Ad Aragona e Raffadali, con 68 bambini, verrà esteso al pomeriggio l’orario di apertura. E’ un intervento positivo che si iscrive nel quadro delle attività a supporto delle regioni cosiddette obiettivo convergenza del Sud dell’Italia”. “E’ una iniziativa avviata nel 2013, grazie ad una delibera Cipe, e fino al 2023 potrà andare avanti. Un pezzo importante del piano di programmazione per il Sud, specificatamente le regioni ad obiettivo convergenza. L’idea diffusa e’ che i fondi per il Sud siano esclusivamente quelli per le opere infrastrutturali, invece vi sono una serie di stanziamenti che riguardano il sostegno sociale”, ha aggiunto Alfano.

“Noi dobbiamo dare al nostro consorzio universitario, una vocazione. Se in tempi di crisi, si pensa che ad Agrigento arrivino dei finanziamenti senza una missione, senza una vocazione, noi sbagliamo perchè non teniamo conto del fatto che vi sono tanti altri consorzi universitari in enorme difficoltà nel resto d’Italia e non sarebbe giustificabile”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Angelino Alfano durante un incontro alla Prefettura di Agrigento in merito al rischio chiusura che corre il polo universitario di Agrigento. “Cosa è che oggi ci rende sofferenti per un verso e straordinariamente impegnati? La questione delle migrazioni – ha aggiunto Alfano – e quella deve diventare, dal punto di vista dello studio, del diritto internazionale, delle lingue arabe, della botanica, della sanità, delle relazioni geopolitiche fra aree diverse all’interno del Mediterraneo, una traiettoria diagonale che investendo tanti insegnamenti, tante materie, può giustificare un grande impegno per un polo universitario che abbia questa missione”. ”Alcuni mesi fa – ha proseguito – abbiamo fatto un incontro e abbiamo chiesto di portare un progetto specifico. Quella ipotesi di progetto organico è arrivata sulla mia scrivania, quindi ho riconvocato tutti per la prossima settimana e speriamo che possa venire fuori un programma ambizioso e realizzabile”. “In origine tutto partì da una vocazione, quella dei beni culturali. L’origine non fu un polo scientifico omnicomprensivo. Ma quella dei beni culturali perchè fa riferimento alla storia di Agrigento. Oggi, con l’allargamento a varie discipline, si è entrati in sofferenza dal punto di vista economico. Occorre agganciare ad una vocazione che rimane nel nostro dna ossia quella dei beni culturali, una nuova vocazione che è quella che le occasioni della storia ci stanno dando, cioè quella delle migrazioni”.


“Dopo le stragi dei giorni scorsi, la drammatica cronologia del terrore, credo sia chiaro che nessun Paese e’ a rischio zero”. Lo ha detto adAgrigento il ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Nessun puo’ sentirsi escluso – ha aggiunto – abbiamo assistito agli attentati alle metropolitane, sulle spiagge, alle maratone, e’ stato colpito il mondo sciita, il mondo arabo, e il mondo occidentale. Dobbiamo avere la forza di non cambiare le nostre abitudini perche’ sarebbe il successo di chi vuole terrorizzare il mondo intero e l’Occidente nello specifico, ma dobbiamo essere consapevoli che l’unico lavoro possibile e’ la prevenzione, la prevenzione e ancora la prevenzione”. E ha proseguito: “Il nostro comitato di analisi strategica antiterrorismo e’ riunito pressoche’ in permanenza. Noi chiediamo alle nostre forze dell’ordine un lavoro 24 ore su 24 per fare il massimo della prevenzione possibile, ma e’ una consapevolezza ormai diffusa – ha concluso il ministro dell’Interno – che in un momento in cui il proselitismo avviene anche via web e che l’azione temuta puo’ essere anche quella di un lupo solitario, la prevenzione e’ l’unica cosa possibile, fermo restando che non e’ possibile prevedere il gesto di un pazzo criminale”.