SiciliaInformazioniSala d’Ercole ha approvato la riscrittura dell’articolo 5 della legge che riforma la gestione dei servizi idrici. Passa l’emendamento di Ncd, a firma Alloro, Vinciullo e Fontana, che aumenta il numero degli ambiti territoriali da sette a nove.
Non passa quindi la linea di introdurre gli Ato in numero ridotto. Gli ambiti dovranno essere individuati dall’assessore all’Energia e coincideranno con le zone dei bacini idrografici. L’assemblea territoriale, che gestirà gli Ato sotto il profilo contabile, tecnico e amministrativo, sarà composta da sindaci dei comuni ricompresi nell’Ato.
I lavori in aula sono ripresi stamattina alle 10. Difficoltà per il presidente Giovanni Ardizzone a tenere in ordine l’Aula dopo la riscrittura, presentata dal governo stamattina che individua sette sub ambiti, al quale sono stati presentati subemendamenti a firma Valeria Sudano e altri parlamentari del Pd.
La norma non piace a molti esponenti di maggioranza e opposizione. La commissione Territorio ha presentato un emendamento sostitutivo di quello del governo.
Ieri sono stati approvati solo due dei 14 articoli del ddl, per i forti contrasti interni alla maggioranza e le divergenze di orientamento tra l’assessore all’Energia Vania Contrafatto che ritiene indispensabile l’allineamento alla legge nazionale e il presidente della Regione Crocetta che ha invitato i parlamentari ad “attenersi allo statuto siciliano, senza fare i costituzionalisti, e rispettare l’autonomia normativa della Regione”.
















