Mentre si contano a centinaia gli immigrati che riescono ad essere salvati nel Mediterraneo, più fortunati di quanti anche oggi hanno perso la vita tentando invano di raggiungere l’Europa, sull’immigrazione la politica continua a dividersi. Nel giorno della condanna all’Italia da parte della Corte europea per i diritti per aver violato i diritti di 3 immigrati clandestini tunisini nel 2011, il bersaglio di Lega e M5S è il Cara di Mineo.
A distanza di qualche mese l’on. Matteo Salvini, leader della Lega e di ‘Noi con Salvini’, domani, venerdì 4 settembre, tornerà a visitare il Cara di Mineo accompagnato dal segretario della Commissione nazionale Antimafia, on. Angelo Attaguile.
Salvini e Attaguile alle ore 12,00 visiteranno il centro d’accoglienza più grande e chiacchierato d’Europa che al momento ospita oltre tremila presunti profughi.
La visita di Matteo Salvini segue il barbaro omicidio dei due coniugi di Palagonia per il quale al momento è stato fermato un diciottenne ivoriano ospite del Cara di Mineo dallo scorso giugno, mentre si continua ad indagare per identificare eventuali complici.
Salvini e Attaguile renderanno noti dati e cifre dell’accoglienza messa in atto all’interno dal Cara di Mineo, a partire dalla circostanza che su 3.168 ospiti presenti alla data dell’11 agosto 2015, solo tre provengono dai due paesi in cui è universalmente riconosciuto un conflitto bellico in atto (tre eritrei, zero siriani). I restanti 3.165, ossia il 99,9% degli ospiti del Cara di Mineo, proviene, giusto per citare gli stati con maggiori presenze, da Nigeria (685), Gambia (510), Mali (402), Senegal (320), Pakistan (301), Bangladesh (289), Ghana (197), Costa D’Avorio (110), Guinea (75).
E il leader del Carroccio attacca duramente anche l’idea di destinare ventimila abitazioni a chi arriva in Italia dal Nordafrica. “Le case servono per gli italiani in difficoltà che sono tanti”, sottolinea, contestando l’approccio del governo rispetto all’emergenza migratoria.
“L’immigrato regolare che lavora – ribadisce – è mio fratello: rispetta le mie idee, non attacca il Crocifisso. Il problema è l’immigrazione incasinata alla Renzi-Alfano, alla Mare Nostrum, quella degli alberghi. Provate a andare in Austria o a Malta e chiedere di entrare perchè avete fame, per non parlare di Australia e Usa, anche da italiani…”.
A chiedere la chiusura del Cara di Mineo è anche Avvenire. Il quotidiano dei vescovi italiani, pur dicendo “stop alle isterie xenofobe”, ammette: “Salvini ha ragione, il Cara va chiuso. Le anime belle lo dicevano già nel 2011”. Sulla stessa linea anche Fi, che definisce il centro nel catanese come “una bomba ad orologeria”, ed il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta “perchè è un modello che non funziona” anche se il governatore sottolinea che “questo lager della violenza e del malaffare, è stato creato da quel governo di centrodestra guidato da Berlusconi e dalla Lega con l’allora ministro degli Interni, Roberto Maroni”.
E contro il centro di Mineo si scaglia l’M5S. “Ncd, nuovi negrieri”, è il titolo del post a firma di Alessandro Di Battista che sul blog di Grillo attacca il “sistema” Cara Mineo che “permetteva a vari soggetti di spartirsi soldi nostri e a Castiglione, sottosegretario Ncd del Governo Renzi, di avere un ritorno in termini di voti”. “Il governo del PD si tiene in piedi grazie ad un partito formato da innumerevoli furfanti e che ha più indagati che elettori”.
“Il Cara di Mineo va chiuso, com’è non potrà ma funzionare” aggiungel presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Mineo non è solo il caso di un appalto messo sotto accusa da magistratura e Anticorruzione – aggiunge il governatore – ma un modello sbagliato: non si mettono insieme 3-4 mila persone senza prospettive e senza legami col territorio. Accogliere sì, ma salvaguardando la popolazione e la dignità dei quei migranti non violenti che non vogliono essere confusi con i criminali”.
Ma sempre su Avvenire, il prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento Immigrazione del Ministero dell’Interno, spiega che la chiusura “per ora non è possibile, ma su Mineo stiamo valutando alcuni interventi” annunciando intanto un “alleggerimento dei numeri”.
“Al momento si trovano nel Cara circa 3 mila migranti – spiega – Se riuscissimo a farli scendere a 2 mila, sarebbe meglio. Finora non ci siamo riusciti: la necessità di reperire posti per l’accoglienza ci ha costretti a non poter intervenire su Mineo. Ma, a breve, proveremo a farlo”.
“Stiamo anche pensando a una sorta di avvicendamento delle persone lì ospitate: non possono restare in quel Cara per un tempo così lungo”. Verranno mandate “in altre strutture. Se stanno attendendo la decisione di un magistrato, perché magari hanno fatto ricorso sul respingimento della propria richiesta d’asilo, debbono restare in accoglienza, non possono essere rimpatriati”.
A livello nazionale “ci stiamo preparando ad assorbire la botta di settembre – aggiunge -. La circolare ai prefetti su 20mila alloggi non è ancora partita, ma dobbiamo essere pronti. Io sto ricominciando il giro delle Regioni, per verificare la situazione. In quelle dove c’è più fermento politico, come Veneto o Lombardia, qualche sindaco potrebbe essere ‘condizionatò dai rapporti col livello politico regionale. Ma noi non ci stanchiamo di ripetere le nostre ragioni, spiegando ai primi cittadini che debbono sentirsi ed essere protagonisti di questa stagione di accoglienza”.
















