Entro la fine del mese si dovranno eleggere i consigli di presidenza delle rinnovate commissioni legislative dell’Ars. sarà quella la scadenza naturale che vedrà la nascita di una maggioranza più ampia a sostegno della giunta Crocetta. Ieri il passo decisivo di Ncd che scelto di aprire al patto per lo sviluppo e per le riforme della Sicilia, un flirt con Pd e Udc cominciato già da settimane e che a giorni dovrebbe dare i suoi primi frutti.
Al Nuovo centrodestra potrebbero essere attribuite le presidenze di tre commissioni: Bilancio (Vinciullo), e Sanità (Fontana), mentre Francesco Cascio rimarrebbe presidente della commissione Ue. Il contrappasso potrebbe essere quello di fare parte del governo Crocetta, anche se al momento l’ipotesi sarebbe stata scartata. Con l’arrivo di Ncd nella maggioranza, la coalizione potrebbe contare su circa 59 voti, compresi gli 11 deputati del Pdr e di Sicilia democratica che il 25 settembre terranno una manifestazione a Catania per sancire l’alleanza. Sicilia democratica, come è noto, si è spaccata: Giambattista Coltraro e Pippo Currenti hanno deciso di non aderire alla federazione, ma rimarrebbero nell’ambito della maggioranza.
Secondo alcune interpretazioni, si legge su La Sicilia, la mossa di Raciti per coinvolgere Ncd, condivisa dal presidente dell’Udc, Gianpiero D’Alia, avrebbe l’obiettivo di depotenziare il nuovo soggetto politico che dovrebbe nascere dalla fusione di Pdr e Sicilia democratica, “Sicilia futura” (che ha Catania ha preso vita sotto l’ala protettiva del deputato Nicola D’Agostino e dell’ex assessore Nico Torrisi), rendendolo meno centrale nello scacchiere politico isolano. Addirittura, c’è chi si è spinto fino ad ipotizzare una serie di pressioni sul vice segretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, per convincerlo a disertare la manifestazione di Catania, indetta da Cardinale per il 25 settembre.
Laconico il commento dell’eurodeputato Salvo Pogliese (Ppe-Forza Italia). “Il cancro del ribaltonismo continua a persistere all’interno dell’Ars, ed anzi, sembra diffondersi anche in quei deputati che fino all’altro ieri gridavano all’inciucio, e si stracciavano le vesti, innanzi al precedente governo regionale eletto con i voti del centrodestra e che poi ha abbracciato il centrosinistra. Ma la coerenza è ormai un optional ed è evidente che l’amore per poltrone e strapuntini è più forte di ogni dignità”
















