sicilia-provinceMartedì, 13 ottobre, con Niscemi si chiude il trittico delle migrazioni verso l’area metropolitana di Catania. Il consiglio comunale di Niscemi è stato convocato per pronunciarsi sull’adesione e l’abbandono di Caltanissetta. La seduta del consiglio è stata preceduta, come richiedono le norme, da una consultazione popolare, che ha scelto la migrazione.

Gela aveva guidato il drappello dei migranti, poi è arrivata Piazza Armerina, che lascia Enna (a differenza di Gela e Niscemi, che lasciano Caltanissetta). Resta un altro “scampolo” ai movimenti territoriali, Licodia Eubela, che ha scelto il libero consorzio di Ragusa.


Caltanissetta e Enna sono i capoluoghi più penalizzati, perché Gela e Piazza Armerina sono i centri più popolosi delle ex rispettive province. Caltanissetta, perdendo anche Niscemi, rischia molto, perché la popolazione residente, dopo il taglio, raggiunge le 167 mila unità. Basta una inezia perché perda il diritto al libero consorzio.

Commentando il trasferimento di Niscemi all’area metropolitana di Catania, Filippo Franzone, portavoce del Comitato per lo Sviluppo dell’Area gelese, si sofferma sulla rilevanza del voto che verrà espresso dal consiglio comunale, chiamato a confermare la volontà dei cittadini nel referendum. “Significa, sostiene Franzone, “uscire dall’influenza della Sicilia Occidentale, Palermo, ed entrare nell’influenza della Sicilia Orientale, Catania”.

Il trasferimento, secondo Franzone, permette “l’ingresso di questa comunità nel Distretto del Sud-Est, riconosciuto dal Presidente della Repubblica, attrattore di fondi e finanziamenti straordinari, propulsore economico dell’Intera Sicilia”.

Le città-migranti, dunque, preferirebbero Catania a Palermo. La Sicilia orientale avrebbe un futuro, grazie alla sua dinamicità, mentre ad Occidente non c’è nulla all’orizzonte. Campanilismi e vecchie ruggini a parte, il cambio fortemente voluto dai comuni di Gela, Piazza Armerina e, assai probabilmente, Niscemi, trova una sua forte motivazione nelle prospettive che le due Sicilia offrono. E sul piatto della bilancia pesa più la Sicilia orientale che quella occidentale.

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