programmaCari lettori mi capita spesso di ritrovarmi in discussioni legati alla prossima competizione elettorale per l’elezione del Sindaco. Provo grande amarezza nel vedere che la discussione verte sempre sulle persone e non su quello che queste persone dovrebbero fare, sulla loro visione di città, sui loro programmi. Prima che fosse inventato il “copia e incolla” il programma elettorale era un testo scritto a mano, un percorso di crescita e miglioramento della città che il candidato proponeva alla città. Il programma elettorale che non è frutto del “copia e incolla” continua ad avere lo stesso significato.

Oggi voglio proprio parlare dell’importanza del programma elettorale che è lo strumento di valutazione che il cittadino ha per potere decidere se votate per questo o quel candidato. Il programma elettorale è come il compito in classe, se lo hai copiato o te l’ha passato qualcuno, si vede.


Il programma elettorale è la sintesi tra la conoscenza dello stato delle cose, l’individuazione di eventuali soluzioni, la reale fattibilità delle soluzioni proposte.

Spesso mi sento dire “ancora ai programmi elettorali credi?”. In questa frase vi è il fallimento della politica e la vittoria del nulla. Il programma elettorale è un contratto che il candidato sottoscrive col cittadino. Sarebbe buona cosa, che il candidato una volta eletto  pubblicasse la calendarizzazione dei punti che aveva promesso di affrontare e i relativi risultati, il tutto on line con la possibilità che il cittadino lasci il suo feeedback.

Tecnicamente il volto di un paese si può cambiare nelle prime dodici settimane. Al pari di una casa in disordine, ricreare le condizioni per la razionalizzazione di tutte le principali storture, non comporta nè l’impiego di somme di denaro superiori a quelle normalmente impiegate, nè lo stravolgimento di chissà cosa. E’ necessaria la visione, la conoscenza di realtà  simili alla nostra per disponibilità economica e popolazione, per capire che altri, a parità di spesa, riescono a realizzare cose migliori. Hanno gli stessi impiegati, con gli stessi stipendi, lo stesso personale e le stesse voci di bilancio. Ne fanno solo un utilizzo diverso. Noto con piacere che alcuni miei articoli sono stati oggetto di articoli sulla carta stampata a proposito dei comuni virtuosi. Mi fa piacere che un termine desueto come “la virtù” torni di moda. E’ probabile che il nostro paese possa essere meglio di alcuni paese della nostra provincia, lo è sicuramente, ma non ci vuole molto. Vorrei che fosse migliore di alcuni paese dell’Emilia, della Liguria,della Toscana,  che fosse alla pari di quei paese catalogati come paesi virtuosi. Pensate che da quelle parti i servizi costino di più o il personale è meglio pagato? Niente affatto. Fanno solo un uso diverso delle risorse.

A questo punto vedo già qualche lettore pronto a postare ” ma unni voli arrivari chistu”, “ mi sa ca è candidatu”  “lo sa cu c’è darre” .

Saranno gli stessi che hanno detto “ancora ai programmi cridi?”

Ci sta, ci sta anche questo. Ma se penso che fino a qualche anno fa si fumava dentro i cinema, sugli autobus, che era impensabile un afroamericano presidente degli stati uniti, che un uomo che amava un altro uomo veniva deriso, che non potevi dire che la mafia fa schifo,  sono autorizzato a pensare che forse un giorno i programmi elettorali  avranno il giusto valore e la giusta considerazione .

Voglio concludere con una massima Anna Eleanor Roosevelt
Le grandi menti parlano di idee. Le menti medie parlano di fatti. Le menti piccole parlano delle persone.

W le idee

Cesare Sciabarrà