20131009_prostitute-roma1.jpg.pagespeed.ce.hc7b7lsOC1Aveva organizzato il viaggio da clandestina in Sicilia di una sua connazionale di 17 anni, dopo averla fatta sottoporre a rito voodoo noto come ‘Ju-Ju’ in Nigeria, per farla poi prostituire nel nostro Paese, per procurarsi i 35 mila euro che era la cifra fissata per la libertà della minorenne.

E’ l’accusa contestata a donna di 27 anni, arrestata nel Veneziano per tratta di essere umani dalla polizia. Nei suoi confronti gli agenti di Catania, in collaborazione con la questura di Venezia, hanno eseguito eseguito un provvedimento restrittivo emesso dal gip del capoluogo etneo, su richiesta della locale Procura.


La minorenne nel 2015, era stata agganciata in Nigeria con la promessa di un lavoro in Europa in cambio di un pagamento di 35 mila euro. Era stata circuita con riti tribali, che prevedono la minaccia del verificarsi di eventi negativi, come una grave malattia o la morte della giovane o dei suoi familiari, in caso di mancato rispetto dell’impegno.

La 17enne era sbarcata a Catania nel giugno del 2015 e presa in ‘gestione’ dalla 27enne, che aveva il ruolo di ‘madame’. La ragazza era stata prelevata da alcuni connazionali che l’avevano trasferita, attraverso un viaggio nel deserto, in Libia, Paese dal quale era partita, dopo svariati mesi, a bordo di un gommone.

L’indagata, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura distrettuale di Catania, è stata rintracciata in provincia di Venezia. Dopo la notifica del provvedimento è stata condotta nella casa circondariale Giudecca di Venezia.