agrumi21Brevettata, prodotta ed esportata all’estero, anche in Cina, ora la macchinetta spremiagrumi della Oranfresh ha un ‘gemello’. A crearlo però non è stata l’azienda catanese ma proprio i cinesi, come scrive il quotidiano ‘La Sicilia’ di Catania. Insomma, un ‘taroccamento’.

“Uno dei nostri referenti cinesi – dice Salvatore Torrisi, creatore dello spremiagrumi – a un certo punto copia tutto il nostro macchinario, compreso quel gioiello tecnologico che è il gruppo spremitore, si accredita come se fosse stato autorizzato da Oranfresh e comincia a vendere le sue macchine”. Le conseguenze?


“Disastrose – avverte Torrisi – perché proprio nel momento in cui ci stavamo espandendo con grande slancio in quei mercati con le macchine prodotte a Catania, arriva questo tizio che vende in pratica gli stessi macchinari il 30% in meno”.

L’azienda chiede un impegno del governo nazionale e di quello regionale, affinché le imprese che subiscono le conseguenze dei plagi, siano aiutate nelle controversie legali, ma anche nei processi di internazionalizzazione che vengono avviati e realizzati, producendo anche un successo per l’immagine globale del nostro Paese.

“Questa è la storia del taroccamento delle nostre macchine, ma gran parte del settore manufatturiero italiano è stato ormai copiato. E la crisi sta raggiungendo proporzioni devastanti”, sostiene Torrisi.