pronto-soccorso1Il pronto soccorso di Canicattì, così come molti altri della Sicilia, rischia il collasso a causa della mancanza di personale. A fronte di una dotazione organica che prevede la presenza di 14 medici attualmente in servizio ce ne sarebbero soltanto 5. Una situazione che pone il personale di servizio ad enormi stress lavorativi dove spesso si rischia anche l’incolumità fisica.

A fronte delle criticità esistenti, potrebbero essere  revocate  le ferie per tutto il personale del Pronto soccorso, situazione estrema che non è vista di buon  occhio dai sindacati , Anaao e Cimo,   che in caso di non ottemperanza di quanto disposto dalla legge 161/2014 sul l’orario di lavoro si riservano di adire le vie legali.


Va anche spezzata una lancia in favore della  struttura  ospedaliera canicattinese, punto di riferimento per molti paesi dell’hinterland,  citando lo spirito di collaborazione da parte di medici  di altri reparti utilizzati per la copertura di qualche turno in astanteria  che, tuttavia, non è sufficiente a risolvere la criticità.

Nella tabella pubblicata  di seguito, è rappresentata la situazione attuale di alcuni Pronto Soccorso in termini di dotazione organica medica effettiva.

Il dato eclatante è che, in atto, opera nei Pronto soccorso siciliani di piccole e medie dimensioni poco più della metà (57%) del personale medico previsto dal DA 1380/2015. Anche le stesse dotazioni organiche approntate dalle aziende descrivono un gap del 35% rispetto al previsto.

Né si può pensare che il personale medico dell’Emergenza Territoriale possa essere utilizzato (o meglio sfruttato, come nei fatti avviene!) come tappabuchi per colmare le enormi carenze, prescindendo dai presupposti giuridici e contrattuali relativi alla figura del dirigente medico ospedaliero.

Tale spaccato peraltro non tiene conto delle limitazioni e prescrizioni che spesso caratterizzano il giudizio di idoneità alla mansione specifica di molti (troppi!), medici attualmente in servizio, non più giovani, e da troppo tempo “spremuti” al di là di ogni limite sostenibile.

Come può essere considerata dunque la qualità delle prestazioni erogate da un Sistema dell’emergenza così carente? E’ davvero con queste risorse che si intenderebbe garantire la sicurezza dei cittadini siciliani?

In merito a tale criticità si è espressa in modo molto critico la Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza (SIMEU) con un documento inviato agli Organi Istituzionali della Regione Sicilia, nel quale si evidenzia come sia imprescindibile aderire ai dettami del DM 70/2015 ed, in particolare, quanto sia necessario dotare di posti letto sub intensivi le strutture di MCAU non solo per rispondere agli standard assistenziali nazionali ma anche a quelli di qualità definiti dalla Joint Commission International e recepiti con decreto assessoriale n. 1528 del 2011.

Tuttavia il decreto di “ricognizione” n. 1188, che ratifica atti aziendali figli di una rete ospedaliera (quella del DA n. 46/2015) cassata dal ministero e decaduta, disegna un sistema dell’emergenza sempre più diverso da quello previsto dagli standard ministeriali. Ma che ci vogliamo fare? E’ “solo” un problema di sicurezza!

Fonte:

Dott. Riccardo Spampinato
Segretario regionale Cimo Sicilia

Dott. Pietro Pata
Segretario regionale Anaao Sicilia

Dott. Angelo Collodoro
Vice segretario Vicario Cimo Sicilia

Dott. Massimo Geraci
Segretario aziendale Anaao

create_pdf.php