Si è svolto la scorsa Domenica il dibattito sul Referendum Costituzionale che ha visto una buona partecipazione della cittadinanza e il confronto tra le ragioni del Sì e del No. Organizzato dal Meetup di Campobello di Licata (M5S) ma alla presenza di numerosi esponenti del PD fra il pubblico, come il segretario del Pd locale Lillo Calà, cui è stata data la possibilità di intervenire ampiamente, l’incontro ha avuto come relatori il Dottor Pecoraro, Segretario comunale a Favara e fautore del Sì; Giacomo Gatì, Presidente del Comitato per il Sì; l’Avvocato Giacomo Cortese e il Dirigente scolastico Michele Di Pasquali, entrambi schierati per il No; i portavoce alla Regione Francesco Cappello e Matteo Mangiacavallo (M5S) contrari alla Riforma che sarà votata il 4 Dicembre 2016.
Il risultato è stato soddisfacente – spiega Giuseppe Sicilia, moderatore dell’incontro. Ci premeva dare spazio a un contraddittorio, cosa che normalmente comporta la modalità del dibattito, ragion per cui avevo personalmente invitato diversi esponenti del comitato per il Sì che, tuttavia, per motivi personali hanno declinato l’invito. Pur nelle difficoltà organizzative abbiamo ristabilito l’equità delle posizioni dando ampio spazio all’uditorio e, in particolare, a coloro che credono che la riforma costituzionale che siamo chiamati a votare debba essere approvata, per velocizzare l’iter legislativo, contribuire alla parità fra uomo e donna nelle Istituzioni, come a una maggiore stabilità del Governo.
Gli stessi onorevoli Mangiacavallo e Cappello hanno preferito ascoltare le ragioni del Sì e, in generale, le domande di tutti, anche sotto forma di lunghi interventi.
Una piccola ma significativa lezione di democrazia – commenta ancora Giuseppe Sicilia. «In un momento storico in cui emerge il rischio di una deriva autoritaria – preoccupazione questa condivisa da chi voterà No – e di fronte a una innegabile personalizzazione del Referendum da parte del premier, con una campagna dai toni a dir poco propagandistici, ci è sembrato importante ascoltare, soprattutto. Oggetto del discorso è la Costituzione – la carta fondamentale dei diritti dei cittadini – come ha più volte sottolineato l’Avvocato Cortese; cittadini, prima di tutto. Questo Referendum in particolare va oltre le ragioni di partito».
Ad avallare la necessità di dialogo e incoraggiare un clima più disteso ci ha pensato da subito il portavoce Francesco Cappello: «non dimentichiamo che qua dentro siamo tutti siciliani».
Scrive in una riflessione successiva al dibattito, sulla sua pagina Facebook: il referendum mette a nudo due concezioni dell’Italia. Una accentratrice che vuole o vorrebbe lo Stato più padrone che padre ed una invece che vorrebbe puntare tutto sugli enti locali per rilegittimare le istituzioni e far ripartire questa terra malata. La Sicilia è nelle condizioni di potere essere tutto se solo ai Siciliani, a tutti i Siciliani, venisse data la possibilità di concorrere ad armi pari con il resto del mondo anziché correre verso il resto del mondo. Il voto del 4 Dicembre segnerà le sorti della nostra Isola. Non lasciamoci dividere: siamo e resteremo siciliani anche dopo il 4 Dicembre.
Dal fronte del Sì, la soluzione alla questione delle regioni a statuto speciale posta dalla Riforma Costituzionale arriva dalla possibilità di modificare lo Statuto siciliano, ma solo dopo il Referendum, nel caso in cui prevalesse il Sì. Esiste infatti, ed è anche questa una delle ragioni di chi voterà No, una incompatibilità tra la carica di deputato e quella di senatore; perciò, almeno per un lasso di tempo tutto da determinare, le regioni a statuto speciale come la Sicilia – se vincesse il Sì – non sarebbero più rappresentate in Senato.
Serve una maggiore sveltezza e semplificazione per l’approvazione delle leggi, insiste però la controparte. E dal No si citano alcuni esempi recenti relativi a leggi approvate in tempi rapidissimi, come il Lodo Alfano o la legge Fornero. Segno che si tratta di volontà. Segno che la Costituzione non va cambiata; va applicata, semmai (M5S).
Tutti fermi nella propria posizione? Forse. Ma con qualche consapevolezza in più, si spera, o perlomeno con la voglia di approfondire alcuni punti della Riforma ancora poco chiari.
Meetup Campobello cinque stelle


















