Continua il tour letterario della giovane Mariuccia La Manna, libraia originaria di Racalmuto, che ha già debuttato con il romanzo “Solo una vita”, edito da Bonfirraro, un titolo fortissimo, salutato da lusinghieri consensi della critica e dei lettori.
Raddoppiano, questa volta, gli appuntamenti che la vedranno protagonista nel corso di questi giorni in due diversi comuni dell’agrigentino: il 10 febbraio alle 19.30, La Manna sarà a Canicattì, ospite del Caffè letterario “Tra le righe”, accompagnata da Lorella Farrauto, presidente dell’associazione “Cristalli di Sale” e dalla psicologa Katja Pistone.
Il venerdì successivo, 17 febbraio, il libro verrà, invece, presentato a Ribera nell’ambito della rassegna letteraria “Un’aranciata con l’autore” organizzata dall’assessore Cristina Cortese presso la biblioteca comunale “Antonio Gramsci” di via Don Minzoni, con l’intervento di Elina Salomone dello Sportello Antiviolenza “La Fenice”.
L’intreccio di “Solo una vita”, al contempo magnifico e struggente, ispirato a una storia vera, regala, infatti, grandi emozioni di quelle che non si tolgono dalla pelle: Marta è una ragazza piena di vita, dal forte temperamento. A soli sedici anni decide di seguire lo slancio del cuore, quando quel pomeriggio in un campetto di calcetto incrocia lo sguardo di Paolo. Lui, orfano dall’adolescenza, appartiene a un altro mondo: è un giovane maledetto, con alle spalle un passato indicibile. Vive portandosi l’incancellabile angoscia di essersi macchiato le mani del suo stesso sangue. Ma per Marta l’amore è abbandono e, nonostante tutto, se ne innamora perdutamente, sciogliendo se stessa in quel sentimento così travolgente che fa di Paolo il perno di tutta la sua intera esistenza. Entrambi ci faranno conoscere quel lato oscuro dell’amore che ognuno rifugge, cercando in vero un po’ di tranquillità.
«Quando si scrive si mette sempre un pezzetto di sé a disposizione degli altri – afferma non con poco pudore La Manna – ed è quello che ho voluto fare attraverso Marta, per dare voce a quel bisogno di sentimenti sinceri e reali, insito in ogni donna, che ha molto a che fare con la nostra fragilità d’animo».
«La storia della mia Marta – continua – è quella di tante donne, a parer mio troppe che si aggrappano a un amore falso, che di sano non ha proprio nulla. Attraverso la protagonista ho sentito l’esigenza di veicolare messaggi di notevole importanza, in primis l’amor proprio che, soprattutto in una fascia d’età delicata, come quella di Marta, viene totalmente messo da parte, imboccando spesso strade ricche di errori».
Come può avermi fatto questo? Come può la persona più amata trasformarsi in un crudele aguzzino? E Marta lo ripete ancora, mille volte ancora…
A marzo, poi, la scrittrice sarà impegnata nuovamente in una serie di incontri che coinvolgeranno studenti e associazioni presso le città di Sciacca, Agrigento e Gela, rispettivamente il 7, 8 e 9 marzo.












