Questa è la storia del pulmino triste. In una ridente località siciliana, indicata da tutti come l’avamposto estremo del mondo, viveva un povero pulmino abbandonato. Era stato lasciato a bollire sotto il sole , come quelle mamme distratte che lasciano i bambini in auto con i finestrini chiusi in autogrill. Il pulmino era ancora di bell’aspetto, aveva linee moderne, un lussuoso abitacolo in grado di ospitare una ventina di persone… insomma era ancora in grado di svolgere il suo ruolo di pulmino. Nessuno più si accorgeva di lui, fino a quando un signore decise di scrivere di questa storia, facendo conoscere a tutti la condizione in cui viveva questo povero pulmino. Fece delle foto che lo vedevano circondato da rami, spazzatura e sterpaglie. Insomma una condizione davvero insostenibile. I vetri opachi come gli occhi di un anziano con le cataratte , non venivano puliti da oramai anni. Quella storia venne letta da tante persone.

E così nel  tentativo di dare un po’ di attenzione al pulmino, tolsero i rami e le sterpaglie, e lo lasciarono a marcire sotto il sole. Il povero pulmino per un attimo aveva creduto che lo portassero in un bel lavaggio, lo ripulissero dalla testa alle gomme magari una visitina dal meccanico per poi passare da un carrozziere estetico per rifare il trucco. Povero tapino, illuso e abbandonato. Il povero pulmino giace lì, sotto le intemperie, bruciato dal sole di questa torrida estate e forse, bagnato dalle piogge dell’inverno che arriverà. Alcuni dicono di averlo sentito sussurrare “ aiuto, aiuto, aiutatemi, posso ancora fare tanti chilometri, portare a zonzo anziani e bambini e fare ancora mille avventure”. Chissà se mai nessuno si accorgerà di lui, chissà se qualcuno tornerà ad accarezzargli lo spinterogeno, a rinfrescarlo accendendo l’aria condizionata, a refrigeralo con un pieno di fresco gasolio. Questa è la storia del pulmino triste  in cerca di un luogo dignitoso dove potere sostare al riparo dalle intemperie. Un magazzino, un anfratto, una grotta…… chissà… un giorno magari lo potremmo vedere passare da Viale regina Margherita con tante mani di bambini o di anziani fuori dai finestrini  che salutano i passanti dal pulmino felice….  Chissà.


Cesare Sciabarrà