La Procura di Agrigento, guidata da Luigi Patronaggio, ha aperto un’inchiesta sulla morte dei due operai caduti nella cisterna del “sovrappieno” della diga Furore di Naro (Agrigento)Gaetano Valastro, 52 anni di Catania, dirigente regionale del Dipartimento acqua e rifiuti presso l’assessorato regionale dell’Energia e dei servizi di pubblica utilità e Francesco Mangione, 53 anni di Raffadali, titolare della ditta che si occupa di manutenzione degli impianti della Diga Furore di Naro (e datore di lavoro delle vittime), sono indagati del reato di omicidio colposo per aver provocato la morte di Francesco Gallo, 61 anni di Naro e Gaetano Cammilleri, quasi 56 anni (li avrebbe compiuti il mese prossimo) di Favara, in quanto avrebbero violato le norme per la prevenzione degli infortuni consentendo alle due vittime di operare nell’opera di manutenzione ordinaria di una torre di controllo della diga Furore di Naro e senza adottare i sistemi di protezione previsti per legge.

“Non si può morire di lavoro, chi ha delle responsabilità deve pagare Sono vicino ai familiari, sapendo che nessuna parola potrà lenire il loro dolore Nominerò immediatamente una commissione regionale di inchiesta per accertare le responsabilità Giustizia deve essere fatta” Così il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha commentato l’incidente.


“Non si puo’ morire cosi’ Il luogo di lavoro dovrebbe essere un posto sicuro, non puo’ accadere tutto questo Spero solo che questa tragedia non sia accaduta a causa di negligenza”.

Lo ha detto il sindaco di Naro (Ag), Lillo Cremona, che, come il sindaco di Favara Anna Alba, ha proclamato il lutto cittadino Una delle due vittime dell’incidente verificatosi alla diga “Furore”, Francesco Gallo, 61 anni compiuti giovedi’ scorso, era di Naro.