Alcune perquisizioni sono state effettuate dai carabinieri di Sciacca (AGRIGENTO) nell’ambito dell’indagine della procura della Repubblica per risalire ai responsabili della morte di una trentina di cani che sono stati avvelenati nei giorni scorsi in localita’ Muciare. Le analisi sui bocconcini avvelenati che hanno causato la “mattanza” hanno rivelato che la morte e’ stata causata da un potente insetticida, di quelli usati abitualmente come disinfestante in agricoltura, acquistabile solo da persone in possesso di un apposito patentino. I controlli dei militari, che al momento hanno dato esito negativo, hanno riguardato i soggetti in possesso di questa autorizzazione.
I magistrati, inoltre, hanno disposto il sequestro di alcuni documenti dagli uffici del comune di Sciacca relativi alla gestione da parte dell’ente del problema del randagismo. Non ci sono ancora indagati, ma sono state gia’ sentite diverse persone considerate “informate sui fatti”. Fervono i preparativi, intanto, per il raduno di animalisti provenienti da tutta la Sicilia e da diverse altre zone d’Italia in programma domenica. Numerose le reazioni politiche e i commenti sui social con un linguaggio particolarmente minaccioso nei confronti del sindaco. “Sara’ una manifestazione pacifica”, assicurano pero’ gli animalisti. “Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura riusciranno a individuare e assicurare alla giustizia gli autori di questa barbarie – dice Franco Andaloro, delegato WWF per la Sicilia – ma e’ anche necessario che siano prese subito misure piu’ drastiche affinche’ non possano ripetersi piu’ eventi drammatici come questo”. Stamattina al comune il sindaco Francesca Valenti ha presieduto un vertice con i veterinari del servizio pubblico. L’Asp di AGRIGENTO ha annunciato una intensa campagna di sterilizzazioni a tappeto.(
“I cani ancora oggi, purtroppo, vengono sottovalutati per quanto riguarda sia le loro doti mentali che le loro capacità affettive. Vengono dunque poco compresi e, di conseguenza, troppo spesso maltrattati. Ebbene, non lo meritano e noi dovremmo smetterla di agire così spesso malamente nei loro confronti. Dovremmo, invece, mostrare quella gratitudine che essi si meritano per quanto di bello sanno sempre regalarci.” Così l’on. Stefano Pellegrino, presidente della Commissione Affari Istituzionali presso l’Ars in merito alla mattanza dei 30 cani avvelenati a Sciacca.
L’efferato gesto, si somma ad altri atti criminali compiuti nei giorni scorsi a Santa Ninfa e Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, in cui altri cani hanno perso la vita per avvelenamento. A tal proposito, il codice penale, art. 544 bis è chiaro:“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni. Il maltrattamento di animali o, peggio, cagionarne la morte – continua Pellegrino – è dunque un gravissimo reato punito con pene severissime. È noto l’orientamento normativo, soprattutto regionale, tendente a tutelare il legame affettivo con gli animali. Profondo sdegno desta la condotta dei seminatori di morte e autori di atrocità inaudite nei confronti dei cani meno fortunati costretti al randagismo”.
Il Deputato di Forza Italia al Parlamento siciliano è perentorio su questa spiacevole vicenda: “Sarà ancora più forte l’attività normativa volta a scongiurare il ripetersi di atti violenti, gratuiti e vigliacchi nei confronti dei migliori amici dell’uomo”.
Vanessa Sgarito, candidata nel plurinominale alla Camera con Forza Italia ad Agrigento e in Campania, interviene a seguito del vile avvelenamento di numerosi cani a Sciacca, dichiarando: “L’avvelenamento dei cani a Sciacca in Sicilia è uno scempio, un atto di inciviltà che merita condanna. È una vergogna vedere continuamente cani che vengono maltrattati, abbandonati o uccisi. Amare un cane non è un dovere ma rispettarlo lo è. La società deve cambiare e mi auguro che dopo questo atto vile vengano presi i giusti provvedimenti, perché anche gli animali meritano di essere tutelati. Come ha affermato il presidente Berlusconi, e la nostra Michela Vittoria Brambilla, ex ministro e da sempre impegnata nel settore, ci impegneremo per difendere e tutelare i nostri amici a quattro zampe e tutti gli animali. Anche l’animale è un essere umano e come tale ha delle emozioni e sente il dolore. Istituiremo un codice per la difesa dei diritti degli animali, che modificherà il codice penale per inasprire le sanzioni a carico di chi li maltratta e uccide, sanzioni per i trafficanti di cuccioli con maggiore controllo doganale e anche una serie di agevolazioni per chi adotta cani o gatti”.
Sull’infuocata vicenda dell’avvelenamento dei cani, a Sciacca, interviene il deputato regionale Carmelo Pullara: “Quello che è accaduto a Sciacca, a Licata ed in parecchi altri comuni dell’agrigentino è incredibile e vergognoso. Il vigliacco avvelenamento di parecchi cani, come ad esempio, nella contrada Muciare di Sciacca, è un’operazione effettuata in maniera scientifica ed è di una cattiveria inaudita”.
“Purtroppo qualche responsabilità – dice Pullara – la si deve addebitare alle amministrazioni delle città che non valutato nella maniera dovuta e con il giusto peso i segnali che arrivavano dal territorio. E’ necessario che gli Organi Inquirenti facciano piena luce su questi gravi fatti criminali e che i responsabili vengano perseguiti per come prescrive il codice penale.
L’Azienda Sanitaria Provinciale intensifichi la sterilizzazione in tutta la provincia, al fine di ridurre il randagismo, che a Sciacca, come negli altri Comuni dell’agrigentino, ha raggiunto picchi preoccupanti. Da parte mia porterò la questione all’attenzione del Governo regionale che solleciterò affinché intervenga con decisione per arginare il problema”.
Per il Wwf la strage di cani avvenuta a Sciacca (Agrigento) rappresenta un crimine di una violenza e di una gravità inaudita che non solo deve essere condannato con forza ma che necessita anche di una risposta immediata e risoluta da parte delle istituzioni e della società civile. Dice in un comunicato Franco Andaloro, delegato Wwf per la Sicilia: “Siamo certi che le forze dell’ordine e la magistratura riusciranno a individuare e assicurare alla giustizia gli autori di questa barbarie – dice Franco Andaloro, delegato Wwf per la Sicilia – ma è anche necessario che siano prese subito misure più drastiche affinché non possano ripetersi più eventi drammatici come questo che si è verificato in un comune attento alla conservazione degli animali selvatici e che si sta adoperando per la messa a punto di azioni per tutela dei cani abbandonati ma che potrebbe replicarsi ovunque”.












