Quando nel lontano 1968 Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae Vitae non furono pochi coloro che lo contestarono, anche teologi cattolici. Non sono profeti se non vengono fischiati, ma il tempo è sempre galantuomo, ed è capace di dare ragione.
La contestazione, in quel fatidico ’68, era di moda; tutto si contestava: i vecchi erano rimbambiti, le norme erano un castigo, l’etica doveva farsi benedire…; eppure quel documento pontificio contestato e vilipeso nel tempo si rivelò davvero profetico: l’Italia è invecchiata pesantemente, le aule scolastiche si sono dimezzate, un capovolgimento sociale è ormai palpabile in qualsiasi angolo. Con quel documento, Paolo VI aveva sollecitato ad una attenzione particolare verso la famiglia, che è a fondamento della società, luogo indispensabile per la crescita e per il futuro delle generazioni. Papa Montini aveva sollecitato la famiglia, nel rispetto della responsabilità, ad aprirsi alla vita umana, ad accogliere le nuove generazioni, senza far prevalere ogni sorta di egoismo.
Dopo 50 anni, caduti i falsi miti, alla luce di una popolazione invecchiata, il Gruppo Scienza e Vita di Agrigento, diretto da Enzo Di Natali, ha organizzato un Convegno sul tema l’Humanae vitae 50 anni dopo presso la parrocchia Santa Teresa di Gesù Bambino di Agrigento, Mercoledì 28 Febbraio, diretta da don Giuseppe Giammusso, cui prenderanno parte i seguenti relatori: Giuseppe Crapanzano, Maurizio Bonomo ed Enzo Di Natali, che illustreranno gli aspetti dell’enciclica, dopo il saluto di Franco Vitellaro, Piero Marchetta ed Enzo Sardo. Durante il convegno sarà letta la poesia dello studente Antonino Fiumara, scritta quando frequentava la scuola elementare e che era stata oggetto di riflessione per i contenuti espressi.
Enzo Di Natali














