Un vero firmamento di stelle  quello che si è visto dentro le cabine elettorali di Canicattì. Oltre 7000 voti alla camera e ben oltre 8000 al senato, la dice chiaramente che Canicattì è molto più cinque stelle di quanto possa apparire. E’ un dato ci cui bisogna tenere  assolutamente conto. Come bisogna tenere conto della seconda defaillance del PD che continua ad avere performance ( per utilizzare un termine in questo momento di moda) degne di un partito condominiale. E’ una dato questo che conferma quello delle precedente regionali. Ricordiamo che le tornare elettorali, al netto delle indicazioni di voto rappresentano  da sempre una valutazione dell’operato sulle amministrazioni correnti e sul governo. Una bocciatura piuttosto che una promozione a pieni voti, passa sempre dalle urne. Che dire dinnanzi a questi dati? Nulla se non quello che il voto riesce a dire di suo. Una valutazione dell’azione amministrativa corrisponde alla valutazione in termini numerici dati dall’elettorato. Se chi è della partita non ne prende atto è una forma di strafottenza politica che ha un costo… spesso molto più alto di quello che ci si può aspettare. Sarebbe auspicabile che le forze politiche presenti in paese prendano atto di questa situazione e dimostrino una maturità politica che vada nella direzione di una presa d’atto.  Si torni quindi alla politica, si trovi il coraggio di rimettersi in discussione, di guardare all’elettorato con rispetto, tornando qualora si fosse mai fatto ad ascoltarne le istanze.

 


I dati di Canicattì http://www.eurekatel.it/canicatti/2018pol/doc/Scrutinio%20Camera.pdf

http://www.eurekatel.it/canicatti/2018pol/doc/Scrutinio%20Senato.pdf

Cesare Sciabarrà