Il commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichècommenta il voto siciliano del suo partito, il suo punto di vista non è poi così catastrofico. “Non c’è alcun dubbio: l’esito del voto dipinge una Sicilia travolta da un’ondata di protesta ma, nella tempesta, Forza Italia ottiene un risultato straordinario. Sono i numeri a parlar chiaro: la Sicilia è la regione più azzurra d’Italia, col 21% dei consensi è qui che Forza Italia ottiene il suo miglior risultato. Siamo cresciuti di cinque punti percentuali, passando dal 16% delle recenti elezioni regionali, al 21%” spiega Micciché.
“E’ un dato importante – continua – non soltanto perché conferma che in Sicilia l’unico argine al populismo grillino è rappresentato da Forza Italia, ma perché certifica che solo da qui può ripartire la costruzione del centrodestra”.
“Il risultato del M5S – aggiunge – impone inoltre una riflessione sociologica perché, prima che proposta politica, è un voto ‘contro’. Comunque, un augurio ai Cinque Stelle: che riescano a governare diversamente rispetto a come hanno lasciato intendere di voler fare. Perché – conclude – governare un paese è una cosa seria. Spero che questo lo capiscano”.
Un commento avvalorato dalla nota di Giusi Bartolozzi, candidata per Forza Italia nel plurinominale della Camera in Sicilia 1 nel collegio Agrigento-Gela-Mazara del Vallo. “Nella mia Gela, città nella quale sono nata, cresciuta e ho lavorato, è chiara l’affermazione di Forza Italia e del centrodestra alle elezioni per la Camera dei Deputati, in forte controtendenza rispetto ai risultati regionali che hanno visto prevalere il voto di protesta”.
“Nella sesta Città della Sicilia la Coalizione di centrodestra prevale raggiungendo il 45,78% e superando di quasi 9 punti il Movimento grillino (che solo qualche anno fa aveva prevalso alle comunali). I Cinquestelle ottengono 10.767 voti, poco più della sola Forza Italia (10.026 voti) che rispetto alle ultime regionali ( 6.721 voti, 27,6%) incrementa i consensi del 6,3 per cento” – precisa il magistrato Giusi Bartolozzi – “un dato che se personalmente lusinga me e la squadra con la quale ho lavorato, deve far riflettere, già nei prossimi giorni, sulle scelte future di Forza Italia e dell’intera coalizione”.
In controtendenza , invece il commento dell’ex senatore Antonio D’Alì: “Fi in Sicilia ha bisogno di una nuova guida. Via questa classe dirigente arrogante e perdente, ego-riferente, fatta di quattro amici al bar. La Sicilia a guida Miccichè/Musumeci rovina la festa al centrodestra e al presidente Silvio Berlusconi”.
“Per arginare l’ondata grillina – aggiunge – occorrevano ben altre candidature, nei collegi ed ancor più nei listini. I siciliani si sono invece trovati sulle schede nomi completamente distanti, territorialmente e rappresentativamente, dalle proprie legittime aspettative, nomi che nulla avevano da raccontare agli elettori, né un passato di cose buone fatte, né un progetto di cose buone da fare per la Sicilia”.
Per D’Alì “paradossalmente l’unico a dire qualcosa per la Sicilia è stato il presidente Berlusconi, ma nessuno dei suoi rappresentanti è stato in grado di dare contenuti reali alla sua idea del piano Marshall. Peccato, bastavano scelte meno condominiali per portare a casa quei collegi, quelle percentuali e quegli eletti utili a determinare un quadro più solido di governabilità nazionale per il centrodestra. Qualcuno non ha compreso a dovere che la Sicilia è sempre determinante”.
“La recente vittoria alle regionali, che doveva essere il famoso traino per le elezioni politiche, è stata immolata sull’altare di un esecutivo ansimante e spesso distratto, e di una presuntuosa presidenza dell’Ars, che ha già sollevato il malcontento della maggior parte dei nostri parlamentari. Nel disastro spicca ancora una volta quale peggior risultato Siracusa, nonostante le continue attenzioni in termini di ministeri, pluricandidature, assessorati e spazi di potere interni al Partito”.
















