Si sono riuniti a Palermo i Partigiani Dem, il gruppo nato all’interno del Pd siciliano e critico nei confronti dei vertici del partito. “Non ci convince il passo indietro di Renzi. Non vorremmo che facesse come D’Alema. Crediamo che ieri sia prevalsa una voglia di rivalsa che è pericolosa per il partito. Ai ‘caminetti’ ci rinunciamo anche noi. Ma pensiamo che tutti dobbiamo rimboccarci le maniche per rifondare il Pd” commenta Antonio Rubino, leader del movimento.
Fa l’esempio con le dimissioni annunciate qualche settimana fa dal segretario regionale del Pd. “Raciti si è dimesso subito per consentire un dibattito vero all’interno del Pd siciliano. Su questa strada immagino vorrà continuare. Entriamo in una stagione congressuale a livello nazionale e vedremo se il partito regionale si iscriverà all’interno di quel percorso”.
“A chi ha abbandonato il partito in questi mesi – prosegue – dico di tornare a casa. Le responsabilità politiche sono in primis del segretario nazionale e di chi lo ha rappresentato in Sicilia. Dentro le dimissioni di Renzi cogliamo un’ammissione di responsabilità della dirigenza. E su questo siamo d’accordo”.
“Siamo stati chiamati – conclude Rubino – a svolgere una funzione: l’opposizione. Adesso sarà il presidente della Repubblica a scegliere cosa fare. La cosa certa è che noi dobbiamo fare opposizione. Faremmo un danno al Paese se pensassimo di capovolgere il risultato delle elezioni, tanto a Roma quanto in Sicilia. Serve un’opposizione a una politica di destra consociativa che ricorda gli anni del cuffarismo che sta prendendo piede in Sicilia”.
“Dobbiamo ricostruire un rapporto sentimentale con in nostri elettori. Mi ha colpito un sondaggio di Swg che ha stabilito che gran parte del nostro elettorato è andato ai Cinque stelle. Quindi o siamo in grado di ricostituire quel rapporto stretto con i nostri riferimenti storici o siamo fuori da tutto. Non possiamo pensare di poter governare discutendo con tutti e non rappresentando nessuno. Noi siamo Il centrosinistra, quell’aerea dobbiamo rispettare”.
“Serve una nuova legge elettorale perché l’Italia non ha bisogno di instabilità. Stiamo uscendo da una crisi durissima e dobbiamo essere solidi”.
E conclude. “Sul tema Orlando, dico una cosa molto semplice: penso che la scelta del sindaco di iscriversi al Pd è un arricchimento del partito. Il problema non è una scelta ma la modalità. Io gli chiedo di mettersi a disposizione – prosegue – e di essere a disposizione di tutta la comunità del Pd e non di una parte. Chiedo a lui di dare una mano, di aiutare questa classe dirigente a diventare la guida del Pd di domani”.

















