Il gup di Palermo Patrizia Ferro ha condannato 15 imputati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falso.

Secondo l’accusa – l’indagine è stata condotta dai sostituti procuratori Geri Ferrara e Claudio Camilleri – l’organizzazione criminale per fare arrivare in Italia i migranti, non usava solo i viaggi con i barconi, ma inscenava finti matrimoni per ottenere i ricongiungimenti familiari.


L’indagine è partita dalle rivelazioni del pentito Wehabrebi Atta. I finti matrimoni venivano inscenati grazie alla complicità di cittadini extracomunitari compiacenti, alcuni già in Italia con regolare permesso di soggiorno, e permettevano ai trafficanti di uomini di fare arrivare i migranti dal centro Africa fino al Nord Europa.

Il covo dell’organizzazione era una profumeria di Roma che si trova nei pressi della stazione Termini. Qui, secondo gli inquirenti della Dda di Palermo, scorreva il flusso di denaro per gli sbarchi.