L’assembla dell’Ati, l’organismo di controllo dell’operato del gestore idrico in provincia di Agrigento, ha approvato, con una schiacciante maggioranza, l’approvazione di un ordine del giorno col quale si dà mandato all’avvocato Giuseppe Mazzarella di avviare l’iter di contestazione delle inadempienze della società Girgenti Acque S.p.A. A favore dell’approvazione hanno votato 35 sindaci su 43. Secondo quanto spiegato dal presidente dell’Ati idrico, Vincenzo Lotà, il legale invierà una documentazione di diffida con le contestazioni al gestore che dovrà rispondere alle stesse entro un dato periodo di tempo fissato. Subito dopo si avrà, la valutazione delle risposte fornite da Girgenti Acque alle suddette contestazioni, e si valuterà se procedere o meno all’avvio delle procedure per la rescissione per inadempienze.
Nel merito dell’assemblea Ati di ieri intervengono in una nota congiunta il referente per la valorizzazione e la Difesa dell’ Ambiente Salvatore Licata e il Responsabile Provinciale di Cittadinanzattiva M. G. Cimino, i quali dichiarano: “Ci giunge notizia che l’ Assemblea dell’ Ati Idrico, convocata anche per deliberare l’ avvio dell’ iter verso la risoluzione contrattuale con il Gestore Unico, si è appena conclusa e la stessa è stata votata positivamente. Immagino che quella odierna passerà alla storia come una giornata storica e però non si scriverà sui libri che le inadempienze che il legale presenterà al gestore erano già abbondantemente presenti al momento dell’ insediamento di questa Assemblea. Non emergerà che malgrado su tutti i tentativi , da un anno a questa parte, per far effettuare i controlli e le verifiche di parte, sulle molteplici inadempienze, questa Ati è rimasta immobile e quasi silente”. “Non emergerà, sottolinea Licata e Cimino,nemmeno che le contestazioni non possono essere ne verbali ne cartacee, ma dovranno essere supportate da relazioni tecniche, da ispezioni, da approfondimenti che in atto ancora non sono state effettuate. Quindi oggi, per non apparire “disfattista”, dovrei plaudire all’ avvio di un iter che , a priori , non so se durerà mesi o anni, oltre a quelli già sprecati fino ad adesso e che , a priori, non so quando e se approderà mai in un’ aula di tribunale. Ma intanto la Procura continua a tenere sotto sequestro una moltitudine di depuratori. Intanto non abbiamo in possesso il report con i fanghi da depurazione dal 2008 al 2013 e neppure quelli del 2017. Non abbiamo nemmeno il parere di congruità dei quantitativi dichiarati che, non risulta da nessuna parte, ma pare siano abbondantemente al di sotto di quanto dovrebbero essere. Non abbiamo i controlli sui contatori idrometrici e non abbiamo nemmeno, tutta una serie di altri controlli, chiesti e mai ottenuti. Ma la cosa più grave di tutte è che si continuerà a compromettere l’ Ambiente, si continuerà a condizionare pesantemente la salute dei cittadini di questo Territorio . Pur tuttavia, concludono, oggi è una giornata storica e si dovrebbe festeggiare. Ma saremo franchi, fino in fondo, a noi il dubbio viene, …… non saremo stati presi in giro ancora una volta ? E’ per questo che non ci viene voglia di festeggiare ? Staremo a vedere !!!”
“Il via libera alla risoluzione del contratto con Girgenti acque indica in maniera inequivocabile l’orientamento della popolazione agrigentina contro una gestione privatistica delle risorse idriche pubbliche che, in 10 anni, non ha Certamente dimostrato di funzionare”. Così Il deputato regionale del Partito Democratico Michele Catanzaro commenta il voto all’unanimità dell’assemblea dell’ATI.
“Quello di oggi è un traguardo importante – continua Catanzaro – ma è necessario andare avanti con determinazione. I sindaci – conclude – devono continuare a lavorare sinergicamente a sostegno delle richieste dei cittadini”.
“I sindaci si riappropriano delle loro prerogative, il governo del territorio,il 27 aprile 2018 potrebbe diventare una data storica.Da oggi inizia il conto alla rovescia per i cittadini della provincia di Agrigento che potrebbero in tempi brevi riappropriarsi dell’acqua”, così la Cisl agrigento in merito all’assemblea che si è svolta oggi all’ati.
“Infatti è stata approvata all’unanimità dei presenti, 38 amministrazioni, l’avvio del procedimento di risoluzione della convenzione di gestione del servizio idrico integrato in essere con Girgenti Acque s.p.a.
L’atto di diffida fisserà uno o più termini nei confronti del gestore, per porre fine alle gravi inadempienze riscontrate dall’ATI e successivamente si avvieranno le procedure per la rescissione del contratto”.
“Cisl e Adiconsum,sottolineano, hanno avviato sin dal 2015 una campagna di sensibilizzazione ed una raccolta firme per chiedere che la gestione del servizio idrico tornasse ai comuni in modo da calmierare i costi, evidenziando tutte le anomalie riscontrate nella gestione del servizio, ed in particolare l’assoluta mancanza di evidenza pubblica degli appalti di servizi e forniture.
Abbiamo inoltre consegnato alla Prefettura di Agrigento nel novembre 2014 un dossier sulle criticità della gestione del servizio idrico.
“La decisione unanime dei Sindaci Agrigentini di formalizzare una diffida propedeutica alla risoluzione del contratto con “Girgenti Acque”, segna una pagina storica nel tormentato rapporto con il gestore del servizio idrico integrato”. Cosi CGIL e Federconsumatori, che sin dall’affidamento si sono sempre battuti per l’acqua come diritto e non come bene sottoposto alle regole del mercato, non possono che esultare per il risultato conseguito oggi dall’Assemblea dei Sindaci. “Adesso occorre essere coerenti fino alla fine, dichiarano. Occorre cominciare a pensare al “dopo Girgenti Acque” per assicurare in termini di economicità, efficienza ed equità questo fondamentale servizio ai Cittadini, salvaguardando anche gli investimenti annunciati per il rifacimento delle reti. Auspichiamo che la magistratura agrigentina possa celermente appurare le responsabilità penali e civili su questa infausta gestione”.
















