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Una studiosa di maioliche getta nuova luce sulla storia passata di Delia

Scritto da il 1 settembre 2018, alle 06:44 | archiviato in Arte e cultura, Cronaca, Delia, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Ha destato un inaspettato interesse l’intervento di Françoise Dejoas al “50esimo Convegno Internazionale della Ceramica” che si è svolto a Savona il 6 e 7 ottobre scorso, accendendo i riflettori sul passato meno recente di Delia.

L’intervento della ricercatrice di origine francese “Considerazioni sulle maioliche d’importazione spagnola al Castellazzo di Delia”, ha suscitato l’attenzione degli studiosi, sull’importanza del Castello e del feudo di Delia in epoca medievale e rinascimentale.

Per la ricercatrice il feudo di Delia è stato <<un’area geografica probabilmente sensibile e di conseguenza estremamente ambita, e il castello, al centro della Sicilia, piccolo, ma di grande potenza come feudo, un sito chiave desiderato da tutti i feudatari>>.

<<Sono felice ha detto il sindaco Gianfilippo Bancheri nell’apprendere che il feudo di Delia sia stato un sito d’importanza strategica in Sicilia. Françoise Dejoas, che conosco per la sua professionalità e il suo rigore scientifico, e che ringrazio, ha di fatto gettato con il suo studio una nuova luce sulla storia di Delia>>

Tutto inizia con gli scavi archeologici (1987-1995) sul Castellazzo di Deliadurante gli scavi condotti dalla Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento e Caltanissetta, e con il ritrovamento di un abbondante e ricco materiale archeologico in grado di documentare i vari periodi storici del sito.

La Dejoas ha utilizzato per i suoi studi i reperti recuperati, che si trovano a Delia custoditi nei locali del Museo archeologico e della civiltà contadina di Delia, soffermandosi in particolare su alcuni frammenti di maioliche d’importazione spagnola.

<<Si tratta – ha scritto – di manufatti di grande importanza sia per la loro quantità, la diversità delle decorazioni nonché per alcuni elementi significativi (datazione, condizioni ambientali, situazione viaria e feudatari) che potrebbero giustificare una presenza continua, un alto livello di vita nel castello e probabilmente una densa attività commerciale del feudo per un lungo periodo, confermati sia dalla situazione geografica favorevole sia dalla successione dei noti feudatari>>.

<<Tale diversità – scrive la ricercatrice nel suo lavoro – testimonierebbe, all’interno del castello, una ricchezza e un dinamismo degli acquisti piuttosto rari per un centro minore siciliano e la grande qualità delle decorazioni potrebbe risultare da un accesso ad una produzione di prima scelta oppure da richieste specifiche>>.

C’è da dire che <<la posizione strategica del feudo di Delia, in un punto di snodo tra due strade fondamentali nel cuore della Sicilia, la Palermo-Licata e la Agrigento-Catania, in un territorio circondato da numerosi altri feudi e contrade, favorì sicuramente l’espansione economica del piccolo centro urbano – scrive la Dejoas – fondato successivamente, con lo scopo di controllare le strade e la circolazione delle persone e delle merci>>.

Françoise Dejoas è stata ricevuta al Comune mercoledì scorso dall’assessora alla Cultura Piera Alaimo che l’ha ringraziata <<per aver fatto dono della sua pubblicazione. Parlando al Convegno Internazionale di Savona – ha detto l’assessora – la Dejoas ha dato grande risalto e visibilità al sito archeologico di Delia, con un impatto positivo inaspettato tra gli studiosi. Spero che le sue indagini possano proseguire per delineare ancora meglio l’importanza storica del nostro territorio>>.

 



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