Porta la firma del Lions Club Canicattì Host il partecipato convegno che ieri, al centro culturale San Domenico, ha riunito intorno a un tavolo le eccellenze della sanità agrigentina per discutere di “La Breast Unit: un sogno divenuto realtà!”. Presenti i dirigenti medici del presidio ospedaliero Barone Lombardo Antonino Savarino di Oncologia; Alfonso Maiorana di Chirurgia e Mauro Granata di Anestesia e Rianimazione; Gaetano Geraci, direttore del dipartimento di Epidemiologia dell’Azienda sanitaria di Agrigento, e Salvatore Rampello, presidente del Lions Club Canicattì Host.
Il Lions Club Canicattì Host, vista l’importanza dell’argomento trattato, nell’organizzazione del convegno è stato affiancato dal Lions Club Castel Bonanno, Lions Club Ravanusa – Campobello e Lions Club Campobello Due Rose. Ma entriamo nel vivo dell’iniziativa: la Breast Unit altro non è che un centro oncologico completamente dedicato al tumore della mammella al quale lavorano, fianco a fianco, un team di professionisti altamente specializzati. Istituito nel dicembre dello scorso anno, è già diventata una punta di diamante della sanità agrigentina con “numeri” in continua crescita (basti pensare che se nel 2017 i casi trattati sono stati 26 e quest’anno, fino al 16 novembre scorso, le donne che si sono rivolte alla Breast Unit, coordinata da Antonino Savarino, sono state 62) e, soprattutto, con un servizio che evita alle donne i cosiddetti viaggi della speranza, offrendo loro non soltanto un medico ma un’intera equipe che le affianca nella lotta al cancro al seno. Un team composto innanzitutto dai dirigenti medici di Oncologia, Chirurgia e Anestesia e Rianimazione, oltre uno staff sanitario e infermieristico specializzato.
Ogni caso è diverso dall’altro quindi, volta per volta, i medici individuano il trattamento più opportuno e seguono la paziente passo passo arrivando, perfino, alla ricostruzione della mammella con metodi assolutamente all’avanguardia e all’inserimento di accessi vascolari personalizzati a seconda della rete venosa, capaci di durare nel tempo. Ma, innanzitutto, per sconfiggere il tumore della mammella sul nascere, occorre la prevenzione, quindi gli screening mammografici.
Stop ai viaggi della speranza, dunque, perché l’eccellenza si trova a due passi da casa.
E si chiama Breast Unit.












