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ATI, assemblea territoriale idrica di Agrigento. Informare per un Ente è un dovere non è un’opzione ( guardate il video, non crederete ai vostri occhi)

Scritto da il 28 novembre 2018, alle 15:30 | archiviato in #Esclusiva, Canicattì, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

I particolari fanno il totale. In questo caso non si tratta certo di particolari, ma si tratta di diritto all’informazione, alla trasparenza all’accesso ad atti pubblici, insomma a cose che riguardano noi collettività. Oggi parliamo  del’ATI  ovvero dell’assemblea territoriale idrica di Agrigento.  Prima proviamo a spiegare cosa è l’ATI  , per farlo prendiamo in prestito la descrizione che troviamo sul sito dell’ATI di Palermo: “L’ATI è un ente pubblico non economico, avente personalità giuridica di diritto pubblico, ed è dotata di autonomia normativa, organizzativa, amministrativa, tecnica e contabile, a garanzia della qualità del servizio e nel rispetto delle scelte dei singoli Comuni.” Questa definizione vale per tutte le ATI di qualsiasi ambito territoriale. Insomma è un organo importante che decide e fa scelte in nome e per conto di una estesa comunità facente parte dell’intera provincia nella quale insiste.  Un’ organizzazione che coinvolge per quote i sindaci dei singoli comuni, i quali comuni  partecipano economicamente al mantenimento dell’ Ente. Alla luce di quanto accaduto dopo l’interdittiva antimafia nei confronti di Girgenti Acque, l’ATI ha votato per la risoluzione immediata del contratto con l’Azienda agrigentina. Questo atto la pone protagonista nel futuro della gestione delle reti idriche dei comuni che ne fanno parte e nella gestione dell’erogazione. E allora noi, come farebbe chiunque per prendere informazioni su un ente piuttosto che su un azienda,  per farci un’idea  nelle mani di chi andremo a finire, abbiamo fatto una visitina al sito istituzionale dell’ATI.La cosa che più ci ha impressionato che nessuno dei numerosi sindaci presenti all’interno di questo Ente,  si sia mai preso la briga di andarlo a visitare, perchè non possiamo credere che se qualcuno di loro lo avesse fatto , pur non essendo un tecnico , avrebbe permesso una situazione del genere. Una sola riflessione prima di invitarvi a guardare il video: ci auguriamo che non gestiranno le reti idriche e  l’erogazione del prezioso liquido allo stesso modo in cui si preoccupano di gestire il loro sito internet ( istituzionale) e la comunicazione con le comunità di loro riferimento. Guardate il video…. Non crederete ai vostri occhi

Cesare Sciabarrà

 



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