Notizie | Commenti | E-mail / 19:35
                    




Favara, confiscato frantoio dalla Polizia provinciale: è il primo caso in provincia

Scritto da il 18 gennaio 2019, alle 06:44 | archiviato in Cronaca, Favara, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Si intensifica l’attività di controllo da parte della Polizia Provinciale di Agrigento finalizzata all’accertamento e alla repressione degli illeciti in materia ambientale. E’ stata, infatti,  eseguita dagli agenti del Corpo di polizia del Libero Consorzio di Agrigento, coordinati dal Tenente Colonnello Vincenzo Giglio,  la sentenza irrevocabile di condanna, emessa dal Tribunale di Agrigento, nei confronti del  titolare di un frantoio oleario di Favara. Un traguardo per il Corpo di polizia dell’ex Provincia: “Si tratta – sottolinea Giglio – del primo caso in provincia di Agrigento di confisca di un’area a servizio di un frantoio oleario”. I fatti contestati risalgono al novembre del 2015, allorquando una segnalazione dalla società gestore del depuratore comunale, che denunciava continui ingressi anomali di acque di vegetazione presso l’impianto di depurazione sito in Contrada Burgilamone nel Comune di Favara, fece scattare l’ispezione del gruppo interforze di Polizia Provinciale ed Arpa al fine di accertare eventuali scarichi non autorizzati in pubblica fognatura. In tale contesto, l’Arpa procedeva ad effettuare il prelievo di campioni d’acqua dal pozzetto di ispezione adiacente il frantoio e nello stesso veniva immesso in seguito la fluoresceina sodica (tracciante) per individuare il percorso e verificare se il pozzetto fosse collegato o meno alla pubblica fognatura. L’ accertamento aveva prodotto esito positivo poiché il tracciante giungeva a valle in un canalone scatolare in cemento (distante circa 400 metri dal frantoio), a cielo aperto, miscelandosi con le acque della pubblica fognatura, così come verificato dal personale dell’Arpa. Il Tribunale di Agrigento, accertati i fatti, ha dichiarato colpevole l’imputato del reato ascrittogli e lo ha condannato a sei mesi di arresto, a € 3.000,00 di ammenda oltre al pagamento delle spese processuali ed ha ordinato la confisca di un’area di circa 150 metri quadri ed alcune cisterne e la sospensione della pena. Il personale di Polizia giudiziaria della Polizia Provinciale, dopo aver proceduto alla notifica della sentenza all’imputato, ha proceduto alla confisca dell’area di che trattasi, di tre cisterne ed  ha affidato i beni sottoposti a confisca al Comune di Favara, nominando , altresì,  un nuovo Custode Giudiziario nella persona del Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale per la custodia di quanto confiscato. Il danno prodotto da tale illecita pratica di sversamento di acque di vegetazione dei frantoi nelle condotte cittadine dei reflui fognari, ha arrecato un notevole danno al depuratore a ciclo biologico come quello di Favara che depura l’acqua attraverso batteri e microrganismi demolitori che degradano le sostanze di rifiuto trasformandole in composti minerali. L’acqua di vegetazione presente nelle vasche di aerazione invece crea una patina oleosa che non fa passare l’ossigeno per cui i batteri muoiono e non depurano più. Per il ripristino del ciclo di vita dei batteri necessitano da 4 a 6 mesi durante il quale il depuratore non svolge la sua funzione primaria di depurazione e quindi si ha un inquinamento dell’ambiente circostante.



Loading...


   Clicca e Condividi su Facebook |

Clicca per consigliare questo articolo sulla ricerca Google



Invia per mail l'articolo o stampalo in PDF



Lascia un commento

Tutti gli utenti possono manifestare il proprio pensiero nelle varie sezioni della testata CanicattiWeb.com.
Ferma restando la piena libertà di ognuno di esprimere la propria opinione su fatti che possano interessare la collettività o sugli argomenti specifici da noi proposti, i contributi non dovranno in alcun caso essere in contrasto con norme di legge, con la morale corrente e con il buon gusto.
Ad esempio, i commenti e i nickname non dovranno contenere:
- espressioni volgari o scurrili
- offese razziali o verso qualsiasi credo o sentimento religioso o abitudine sessuale
- esaltazioni o istigazioni alla violenza o richiami a ideologie totalitarie punite dalla costituzione

I contributi che risulteranno in contrasto con i principi esposti non verranno pubblicati.
Si raccomanda di rispettare la netiquette.


Spazio Pubblicitario

Loading...




CanicattiWeb.com su Facebook

Sondaggio

Commenti recenti


Testata giornalistica online registrata presso il Tribunale di Milano n° 272 del 10/06/2009 - ISSN: 2035-6617 -
| Versione SPD | Supporto Tecnico e Hosting Bluermes Comunicazione Integrata