La polizia, su delega della Procura distrettuale di Catania, ha eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 21 persone indagate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Indagini della squadra mobile della Questura etnea hanno evidenziato l’esistenza di due gruppi criminali e fatta luce su ‘joint venture’ del malaffare tra narcotrafficanti catanesi ed esponenti delle ‘ndrine calabresi, per l’approvvigionamento di cocaina, e con palermitani per l’acquisto di marijuana. Durante le indagini dell’operazione ‘Capricornus’ la squadra mobile ha effettuato diversi sequestri di droga e arrestato corrieri.


 

Nelle loro abitazioni la squadra mobile di Catania ha installato telecamere nascoste che hanno ripreso le attività dei due indagati. I due gruppi, emerge dall’operazione ‘Capricornus’, seppure ‘rivali’ sul mercato del traffico, avevano in comune alcuni dei fornitori di droga.

 

La marijuana invece partiva da Partinico (Palermo) e arriva a Catania affidata a fidatissimi spedizionieri.

Secondo l’accusa erano dei ‘grossisti’, dei narcotrafficanti che trattavano consistenti partite di droga da vendere a spacciatori di grosso calibro che a loro volta la rivendevano a dei pusher.

La ‘catena’ è stata ricostruita dalla squadra mobile di Catania che ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del Gip, emessa su richiesta della Dda della locale Procura, che ha disposto il carcere per 12 indagati, quattro dei quali erano già detenuti, e i domiciliari per altri otto, tre dei quali si trovavano già in carcere per altri reati. Una persona è irreperibile. A casa di Scilio la polizia ha trovato una corona, simbolo per il possessore, secondo gli investigatori, della sua capacità di ‘regnare’ nel settore del traffico di droga.