Canicattì ben presto potrebbe sulla falsa riga di Racalmuto che fu “ il paese della ragione” essere etichettato come “ il paese della distrazione” . Parte dall’ufficio tecnico e ha la paternità del nuovo funzionario, l’emersione di qualche distrazione che sembra e sottolineiamo “sembra”, essere abbastanza rilevante. Usiamo il condizionale , come si è soliti fare in questi casi. L’ufficio tecnico , cuore pulsante della casa comunale , sembra essere l’epicentro di una serie di situazioni intenzionate ad essere attenzionate .
Certo la determina dirigenziale N°629 del 20 maggio 2019 apre scenari inquietanti e invita certamente a rivedere quanto è potuto accadere negli ultimi anni in termini di concessioni e sanatorie. Il Sindaco da suo canto sembra determinato ( se ce ne fossero i presupposti) a prendere la via della procura , stando a dichiarazioni uscite e non smentite sui giornali di qualche giorno fa. Magari per evitare di dovere rifare la strada , potrebbe portare con se anche altra documentazione, come ad esempio le autorizzazioni all’estrazione dell’acqua da alcuni pozzi della città date allora a “ Girgenti acque” ( non quella commissariata di oggi)…. Chissà che anche li non possano emergere altre tipologie di distrazioni o piuttosto il caso degli ingombranti che come egli stesso ebbe a definire “ eccessivamente esagerato , se mi si passa il termine”. E noi il termine lo facciamo passare…
Si potrebbe ad esempio con l’occasione rivedere il caso “telefonia”, riesaminando, magari con una più certosina attenzione alcuni passaggi meritevoli di più attenzione. Si potrebbe andare a rivedere, magari solo per una rivisitazione storica del momento, il periodo legato alle emergenze. Magari rivedere alcune iniziative realizzate in luoghi distrattamente utilizzati senza le dovute garanzie e certificazioni…. Insomma vuoi vedere che questa è la volta buona che piuttosto di scrivere del solito “ubriaco beccato a pisciare in piazza IV novembre” , si possa trattare materiale più interessante che riguarda la vita di questa nostra comunità?
Canicattì: “il paese della distrazione…” non suona neanche male come eventuale pay off per una campagna di comunicazione… si potrebbe ad esempio utilizzare il San Domenico per la “sagra della distrazione” dove distrattamente non ci si accorge che si cucina , si mangia, si beve e si fuma, utilizzando il regolamento a posto delle cartine…. E magari durante la sagra distribuire gadgettistica , portachiavi a forma di mastello. Si scherza naturalmente, lo facciamo per alleggerire i toni, perché noi più di altri , siamo garantisti.












