a margine delle celebrazioni della Festa della Repubblica, si è riunito,presso la Prefettura di Agrigento, il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Agrigento, Dott. Dario Caputo.

Nel corso della riunione sono state approfondite le cause che hanno imposto la sospensione , nel pomeriggio di ieri, della Festa del Taratatà a Casteltermini.


In effetti, come avevano evidenziato nella giornata di ieri gli stessi organizzatori, sono venute a mancare le condizioni di sicurezza necessarie al tranquillo svolgimento della manifestazione.

Alla seduta del Comitato ha partecipato anche il Sindaco di Casteltermini che si è dichiarato disponibile ad organizzare direttamente, tramite il Comune, la Festa del Taratatà.

All’esito delle valutazioni, il ComitatoProvinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha stabilito il differimento della manifestazione ad altra data, preferibilmente tra due settimane.

 

A seguito delle decisioni sul mancato svolgimento della Festa del Taratatà a Casteltermini, l’assessore Scozzari ha deciso di dimettersi dalla carica proprio per manifestare il proprio dissenso sull’operato dell’Amministrazione diretta dal Sindaco Nicastro 

La Festa di Santa Croce a Casteltermini è stata annullata.

Nel merito della discussione con una lettera a Stefano Licata ex sindaco e a tutti i cittadini di Casteltermini interviene Giuseppe Scozzari ex deputato nazionale antimafia, castelterminese doc.

“Caro Stefano
Casteltermini ha da tempo perso la propria anima. Manca una classe politica in grado di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Manca la voglia e l’entusiasmo di governare, scrive l’avvocato Scozzari. Manca una guida autorevole, forte, capace di far capire che certi valori che costituiscono l’essenza più intima e forte di un popolo, vanno rispettati e difesi e non calpestati. Per fare ciò è necessario che ci sia autorevolezza e coraggio, valori che a Casteltermini mancano da oltre un decennio. Permettere ad alcune istituzioni di mortificare e calpestare un popolo significa avere decretato la morte della democrazia. Chi pagherà per il danno immane all’economia? Chi pagherà per le frustrazioni e le umiliazioni subite dalla nostra gente? Lo Stato nel dovere scegliere se recidere il marcio colpendolo e rimuovendolo, garantendo così l’affermazione del valore supremo della democrazia, che costituisce la forza di uno sistema democratico, oppure bendarsi gli occhi (scelta indolore e comoda), ha scelto la via più comoda, si è bendato gli occhi! Ma questa scelta ha sancito l’assenza e l’impotenza dello Stato a garantire l’ordine pubblico e tutelare una collettività. Chi si è divertito a destabilizzare ha vinto, lo Stato ha perso” .