Fin quando a preoccupare la salute dei canicattinesi erano i roghi che bruciavano diossina a destra e a manca , silenzio assoluto, tanto della salute dei cittadini chi se ne fotte….. Dopo l’intervento alla camera dell’on, Sodano è “bruciato il sederino” un pò a tutti , e con l’incendio dei mezzi di una delle ditte che si occupa dei rifiuti, abbiamo addirittura scomodato chi non ha mai proferito parola su questa nostra comunità , che esiste solo in occasione di tornate elettorali.
Oggi si parla di emergenza Canicattì e mentre pupi e pupara ( come il titolo di un mio romanzo) fanno a gara ad aizzare categorie intere su persone che non hanno mai parlato di “terra dei fuochi”, oggi parlano di mafia, di interessi, di lettere a sua eccellenza il Prefetto. La cosa che fa specie che a diversi livelli utilizzano tutti lo stesso termine “ TERRA DEI FUOCHI “ che mai nè noi nè l’on Sodano abbiamo usato come qualcuno vorrebbe far credere.
Una strana coincidenza, come se si volesse mettere in bocca a tutti costi un termine con un certo effetto istigatore. Siete voi che state portando avanti questo termine, danneggiando in questo caso l’immagine della città.
La nostra non è la terra dei fuochi , perché chi vuole giocare su questo termine non sa neanche di cosa parla, la nostra è la terra della strafottenza, della polvere sotto il tappeto, del parliamone adesso perché ne parlano tutti.
Come mai non avete fatto neanche una cartolina a Sua eccellenza il Prefetto quando abbiamo fatto decine e decine di reportage sulla situazione di pericolo che correva la nostra comunità? Come mai avete consentito l’accumulo di tonnellate di monnezza per mesi interi , consentendo che accadesse ciò che noi avevamo ampiamente previsto? Come mai non vi siete preoccupati di fare installare le isole ecologiche prima che partisse il servizio, facendo trovare pronte le autorizzazioni da parte degli uffici per l’allocazione di queste? Come mai avete fatto appena 60 multe a fronte di tonnellate di rifiuti sparsi in ogni dove e che coprono intere zone della città compresi corsi d’acqua? Come mai non vi interessate a ripulire i corsi d’acqua, canaloni e falde acquifere, se avete così a cuore l’agricoltura canicattinese? Adesso improvvisati esperti criminologhi si avventurano in romanzesche narrazioni degne di una puntata di Rosy Abate.
Ora addosso a chi, finalmente ha fatto accendere i riflettori su un problema a difesa dell’agricoltura canicattinese affinchè prima che diventi una discarica a cielo aperto permanente (e non la terra dei fuochi che è ben altro,) si possa porre rimedio.
Oggi tutti pronti a parlare di mafia e di legalità. La gente ne ha le scatole piene e ha smesso di credere a ipocrite esternazioni farcite di ignoranza, supponenza e convenienza. Forse in questo caso chi parla non conosce Canicattì nelle sue viscere,nelle sue periferie, nelle sue campagnae, ma sono nelle vie dei comitati elettorali allestiti all’uopo da pupi di territorio. L’invito alla magistratura ad indagare? Piuttosto sarebbe il caso che la magistratura prendesse residenza da queste parti…












