Dove va un paese senza memoria? In che direzione è diretto? Cosa sarà di una comunità alla quale è consentito si faccia tutto e di più senza la necessità di dare alcuna spiegazione? Dove va un paese, dove la tutela dei diritti e il rispetto dei doveri è solo qualcosa di aleatorio, teorico, lontano dalla vita reale? Non va da nessuna parte, rimane stagnato nel putrido fango che questa situazione crea.

Ma la cosa peggiore è quella sottile forma di rassegnazione, quell’abituarsi a non ricevere risposte, a non pretendere spiegazioni. Questa patina diventa uno spesso strato col tempo, con la consapevolezza che neanche chi dovrebbe intervenire, tutelare, smantellare tali sistemi, interviene, ma con sprezzante  indifferenza  lascia che tutto passi, che tutto trascorri nel silenzio, nella rassegnazione.


Da giornalista sono andato a riguardare proprio in questi giorni , questi  tre anni di lavoro, di denunce, di reportage, di interrogazioni, di scoperte, e con grande dolore ho potuto notare che a nulla tutto questo è servito, se non ha convincermi  che questo posto gode di una forma di impunità unica al mondo. Se penso al caso dei pozzi a centinaia di milioni di litri di acqua tirata senza spiegare a che titolo sia stata tirata,  con autorizzazioni  farlocche, simulando prove di carico per poi scappare appena scoperti e darsela a gambe, senzache  mai , chi avrebbe dovuto , mostrasse i risultati di ciò che avevano millantato, con un verbale dei Carabinieri, dove i responsabili ammettono ciò che noi sostenevamo con il nostro servizio, tutto ciò caduto nel dimenticatoio.

Se penso al Cam , il centro di raccolta differenziata, sequestrato dopo tanti servizi che ne denunciavano le condizioni, l’ abbandonato, con dentro la nostra tramoggia, ancora pieno di spazzatura, dato in parte alle fiamme… se penso ai pizzini fatti diventare titoli di credito per lo sgravio della spazzatura conferita, tutto come se fosse normale.

Se penso alle 10 tonnellate di ingombranti al giorno, ai 60 mila euro dell’anno precedente diventare quasi un milione, con gli amministratori che in conferenza stampa sembrano cadere dal pero.

Se penso alla telefonia, per la quale , a seguito sempre della nostra attenzione, si è chiesta e fatta una commissione d’ inchiesta , se non fosse che poi chi l’aveva chiesta è entrato a far parte della giunta insieme all’assessore oggetto dell’inchiesta.

Se penso alla scuse mai fatte al professore Cipolla per avergli buttato nella spazzatura una sua opera d’arte e poi andata a fuoco insieme ai rifiuti. Se penso alle facce dei vecchietti deportati della Burgio Corsello.

Se penso ai tanti fuochi appiccati a tonnellate di spazzatura , ignorata come ignorati i nostri appelli. Se penso alle strade totalmente impraticabili, che ci costano di sole cause perse centinaia di migliaia di euro l’anno. Se penso allo spettacolo pietoso in cui versa il paese , con i suoi parchi, mai divenuti parchi ma sempre più discariche.

Se penso che ogni genitore che pensa di portare i propri bimbi a giocare in qualche posto, l’unico post che gli viene in mente è la zona artigianale. Se penso alle migliaia di siringhe sparse per ogni angolo del paese, un paese dove un giovane fa fatica a non dedicarsi a queste cose, perché il paese  altro non offre.

Se penso a un centro culturale, il cui vero impiego fino ad ora è stato la distribuzione di mastelli per la spazzatura, al cui portone era piantato un chiodo a cui era attaccata una penna  per registrarsi e fare la fila. Se penso che tutti gli sport praticati in città , malgrado gli sforzi dei privati, non riescono a coronare un sogno fino alla fine.

Se penso che un paesino qui accanto con un bilancio di 4 milioni di euro , ne ha avuto 7 di finanziamenti e noi non abbiamo i soldi per la carta igienica della scuola. Se penso alla scuola, penso alla Sandro Pertini, ai bambini che escono dalla classe con i vestiti pieni di fuliggine mentre voi siete impegnati a mentire davanti ad un microfono, a negare dei documenti chiesti legittimamente dai genitori e ai 23 mila euro spesi per dipingere una classe consegnata per poi richiudere la scuola e rifare i lavori da capo…. Che peccato i genitori avevano scoperto l’arcano.

Il mediocre egoismo di taluni, sta uccidendo ogni forma di speranza per chi vive qui. Ai nostri giovani a cui vogliamo bene , non possiamo che convincerli a scappare da un luogo come questo dove un parco è una discarica, una zona industriale un centro sportivo, un centro culturale il posto dove andare a prendere i bidoni della monnezza, la biblioteca non stiamo neanche a parlarne, dove le strutture sportive sono inesistenti, dove un teatro ristrutturato pochi anni fa è perennemente inagibile, dove le scuole sono tutte inagibili, dove rischi di morire se finisci dentro un tombino sprofondato con il motorino, dove le siringhe per terrà sono come mozziconi di sigaretta. Come fai a dire a un giovane di rimanere , come fai?

Se penso a tutto questo ma anche a tanto altro e a ciò che ci gira dietro, ai protagonisti di questo sfacelo, al declino a cui è condannato questa comunità, se penso a questo dico che fare questo mio mestiere qui è come volere vendere i costumi  da mare agli eschimesi.