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Canicattì: oggi parliamo della foca monaca

Scritto da il 18 febbraio 2020, alle 19:10 | archiviato in #Esclusiva, Canicattì, Cronaca. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Oggi parliamo della foca monaca. Perché la foca monaca vi chiederete voi . Perché mentre noi ci accaloriamo per le buche, la spazzatura, il ponticello , nessuno si occupa della foca monaca, il mammifero a rischio estinzione. Vogliamo iniziare a trattare temi più ampi, di interesse più internazionale. E’ vero ci chiamiamo “ canicattiweb” ma volete mettere che una piccola testata di provincia inizia a trattare temi come l’estinzione della foca monaca? Il nostro è un sussulto giornalistico, che ci apre nuovi orizzonti.

Lasciamo ad altri che si interessino del territorio, magari lo sapranno fare con quel garbo che noi non possediamo, con quella professionalità e quella deontologia  che anni e anni di mestiere ti consentono di avere.

Forse è arrivato il momento di trattare altri temi, di guardare da un’altra parte, di parlare altri linguaggi. A volte sono i piccoli accadimenti che ti fanno notare che al mondo vi la foca monaca in pericolo. E noi di questo oggi vogliamo parlare.

La foca monaca del Mediterraneo è uno dei  mammiferi a maggiore pericolo di estinzione al mondo. Quando era diffusa in tutto il Mediterraneo, veniva cacciata per la carne, il grasso e la pelliccia. La concorrenza con i pescatori per la risorsa ittica, la pressione umana, le alghe tossiche e i virus ne hanno però accelerato il declino. Da circa 1.000 esemplari censiti nel 1978, la sua popolazione è oggi passata a soli 150 animali. Gli ultimi, entro i confini o nelle vicinanze del Santuario Pelagos, sono stati avvistati negli anni 1960-1970 in Corsica, Sardegna, Algeria, Tunisia e anche verso Cap Sicié, dove una grotta porta ancora il nome di Bue marino. Attualmente, riescono a sopravvivere in alcune isole greche (Sporadi settentrionali, Cicladi, Dodecaneso) e un gruppo di circa 150 esemplari si è rifugiato verso Cap Blanc, alla frontiera tra Marocco e Mauritania (a nord del Banc d’Arguin). L’adulto misura 2,40 metri e arriva a pesare 300 kg. Ha un mantello grigio chiaro o beige-marrone. La femmina, se non viene disturbata, può partorire un piccolo all’anno. Il piccolo misura un metro e il mantello è folto, nero, con una macchia ombelicale bianca. Si nutre di pesci e di cefalopodi. Fonte: sanctuaire-pelagos.org

Questa è la foca monaca, uno straordinario mammifero che rischia di scomparire. Non perdetevi il prossimo editoriale dedicato al “simpatico Armadillo”

Cesare Sciabarrà



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