La paura e l’ignoranza generano mostri, peggio del sonno della ragione.
In questi giorni circolano sui social e non, voci del tutto infondate su casi di positività o addirittura di malattia da coronavirus in provincia di Agrigento, a volte utilizzando arbitrariamente anche forme comunicative che possono identificarsi con testate giornalistiche online.
E’ inutile dire che l’attenzione c’è e le strutture sanitarie sono allertate, e dispongono di unità di crisi e repentini strumenti per comunicare eventuali focolai, ci preme ricordare che prima di lasciarsi andare a psicosi, paure, caccia all’untore asiatico e superstizioni varie, bisogna conoscere e vagliare i dati scientifici.
Le fake news non hanno alcuna accuratezza e si basano spesso su teorie di cospirazioni e complotti, o semplice stupidità, con l’arrivo del virus Covid-19, speculazioni, disinformazione e notizie false sono circolate su internet, su come si era originato il virus, cosa causava e come si diffondeva.
Iniziamo dalle basi (citando le fonti), i Coronavirus, conosciuti dalla ricerca già dagli anni ’60, sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS), vengono così chiamati perchè hanno un aspetto simile a una corona al microscopio elettronico, quindi il primo errore è quello di identificare il virus in corso con un nome generico.
Il focolaio di infezione in corso è denominato SARS-CoV2, che causa la sindrome respiratoria denominata Covid-19.
Come altre malattie respiratorie, l’infezione da SARS-CoV2 può causare sintomi lievi come raffreddore, mal di gola, tosse e febbre, oppure sintomi più severi quali polmonite e difficoltà respiratorie. Raramente può essere fatale.
Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache.
L’infezione, dai dati epidemiologici oggi disponibili su decine di migliaia di casi, causa sintomi lievi/moderati (una specie di influenza) nell’80-90% dei casi. Nel 10-15% può svilupparsi una polmonite, il cui decorso è però benigno in assoluta maggioranza. Si calcola che solo il 4% dei pazienti richieda ricovero in terapia intensiva.
Il rischio di gravi complicanze aumenta con l’età, e le persone sopra 65 anni e/o con patologie preesistenti o immunodepresse sono ovviamente più a rischio, così come lo sarebbero per l’influenza.
Ricordiamo che i ceppi virali stagionali, coperti da vaccinazioni gratuite per le fasce a rischio e per gli over 65, causano ogni anno migliaia di decessi, il sito ISTAT nell’ultimo aggiornamento riporta come causa influenza e polmonite 14179 decessi in un anno (dato fortunatamente mitigato dai vaccini, non ci addentriamo anche su questo ma ci sarebbe da dire tanto anche sulle fake news sui vaccini).
Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette, ad esempio quando starnutiscono o tossiscono o si soffiano il naso. È importante perciò che le persone ammalate applichino misure di igiene quali starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani frequentemente con acqua e sapone o usando soluzioni alcoliche.
Il periodo di incubazione rappresenta il periodo di tempo che intercorre fra il contagio e lo sviluppo dei sintomi clinici. Si stima attualmente che vari fra 2 e 11 giorni, fino ad un massimo di 14 giorni.
L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
Giovanni Di Perri, virologo dell’Amedeo di Savoia in una intervista al Fatto Quotidiano: “Fenomeno banale simile all’influenza, la mortalità è al 3%, legata a pazienti anziani con altre patologie. Rispetto a Sars si trasmette più facilmente ma è meno grave. I bambini? Si ammalano in maniera più lieve”
Chi ritenga di avere avuto contatti con persone attualmente poste sotto sorveglianza o che tornassero dalla Cina nell’ultimo periodo, soprattutto se manifesta sintomi influenzali, dovrebbe segnalarlo al 112 o al 1500 per essere preso in carico dagli operatori specializzati. Non serve correre al pronto soccorso.
Non c’è un’epidemia di SARS-CoV2 in Italia, sono presenti solo focolai in nord Italia attenzionati già dalle istituzioni, al di fuori dell’area limitata in cui si sono verificati i casi, si può continuare a condurre una vita assolutamente normale, seguendo le elementari norme di igiene.
fonti
dati Istat Causa Morte > Mortalità per territorio di evento : Causa ed età












