Il momento è drammaticamente drammatico. Voci che si rincorrono, silenzi , e poi ancora voci. Numeri, domande senza risposte, colpe scaricate l’uno con l’altro come forfora per capelli. Sono sempre due i positivi al covid 19 a Canicattì? E’ verosimile che possa essere un dato affidabile? Di certo funziona così: le asp a cui i presidi ospedalieri comunicano i casi risultati positivi , dovrebbero ( e uso di proposito il condizionale) comunicarlo ai Sindaci, che facenti funzione anche di Ufficiale sanitario , dovrebbero informare la popolazione. Parallelamente si dovrebbe informare la popolazione sui numeri delle persone in quarantena e di coloro i quali sono in isolamento volontario.
Questi dati non servono a fare gossip bensì a creare consapevolezza nella popolazioni. A cosa serve la consapevolezza? Serve ad avere chiaro il quadro che visto così potrebbe sembrare quasi idilliaco, raccontato nella sua interezza potrebbe far scattare in noi maggiore consapevolezza. Detto questo è voce insistente che tra medici e infermieri che operano presso il nosocomio canicattinese, siano risultati positivi al coronavirus. Questi essendo residenti in altri comuni, ma operando di fatto per buona parte della giornata presso il nostro ospedale, vengono conteggiati tra le fila dei positivi dei comuni di appartenenza. La nota inquietante è che questi operatori sanitari sono venuti a contatto con colleghi e pazienti, quindi non ci è dato sapere quali dati potranno uscire nella ricostruzione dei giorni precedenti alla scoperta della positività del tampone.
Un altro dato inquietante è il decesso di un medico di Palma di Montechiaro che aveva lo studio medico presso la nostra città e che sembra anch’egli avere avuto diversi contatti con tanti nostri concittadini, prima di scoprire di essere positivo al virus che da li a poco lo avrebbe portato alla morte. Ora se mettiamo insieme tutte queste cose, tutti questi elementi, tutte queste informazioni tronche, spezzettate, che non seguono una filiera di comunicazione precisa, protocollata, che arrivi alla gente insieme alle indicazioni sul da farsi, su come comportarsi al di là della oramai conosciuta raccomandazione a rimanere a casa, si crea uno sconforto nella comunità, che oltre a sentirsi reclusa, si sente abbandonata, non adeguatamente informata. Poi è facile dire che la gente di affida alle fake, è come il naufrago a cui nessuno butta la ciambella di salvataggio che si appoggia sulla bocca dello squalo.
Credo sia passato tempo a sufficienza affinché chi rappresenta le istituzioni e chi con le istituzioni rappresenta la comunità, pretenda chiarezza, pretenda trasparenza, informazioni, quotidiane, anche più volte al giorno, dato il continuo mutare della situazione. Per concludere la domanda è: abbiamo davvero così tanta fortuna che in un paese di 35 mila abitanti con una folta popolazione universitaria, tantissimi viaggiatori, e gente che viaggia per lavoro a un mese dallo scoppio della pandemia, continuiamo ad avere solo due positivi al covid 19?












