Una condanna confermata, l’altra ridotta. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione mettendo la parola fine alla vicenda giudiziaria scaturita dalla caduta di un operaio dall’altezza di sette metri mentre stava svolgendo alcuni lavori di manutenzione in un’abitazione di due piani a Campobello di Licata.

Per entrambi interviene la sospensione della pena condizionata al pagamento di 20 mila euro in favore della parte civile. Le accuse erano lesioni colpose gravissime e per violazioni delle norme in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro. In particolare  “in concorso tra loro cagionavano a  un operaio 38 anni, lesioni personali dopo averlo incaricato di effettuare alcuni lavori su un tetto di una abitazione di due piani a circa sette metri di altezza omettendo di adottare le misure di sicurezza del caso come impalcature,ponteggi o, addirittura, senza fornire al lavoratore gli strumenti idonei di protezione individuale quali casco, imbracatura, cinture, elmo.”


Gli imputati sono difesi dall’avvocato Salvatore Manganello mentre la parte civile è rappresentata dall’avvocato Monica Malogioglio.