Il giudice monocratico del tribunale di Agrigento, Nicoletta Sciarratta, ha disposto due condanne e sei assoluzioni nell’ambito del processo a carico di otto persone – appartenenti a due nuclei familiari – accusate a vario titolo di calunnia, minacce e violenza privata.

Tutti gli imputati sono di Grotte. La vicenda risale all’estate 2017 e vede protagoniste due famiglie. L’ipotesi di reato di calunnia   contestata a è che  secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbero denunciato  pur sapendoli innocenti   di aver parcheggiato l’auto per diversi giorni in una zona di loro proprietà.


Pochi giorni dopo entrano in “gioco” gli altri imputati che avrebbero effettuato un raid  minacciandolo di “scannarlo” se non avesse tolto l’auto da quell’area. A processo era finita anche la stessa “vittima” perché, in risposta, avrebbe minacciato gli altri soggetti.