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Tragedia di Ravanusa, un’opera del professore Carmina in biblioteca a Chivasso

Scritto da il 13 gennaio 2022, alle 11:33 | archiviato in Arte e cultura, Cronaca, Photo Gallery, Ravanusa. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

E’ passato un mese dalla tragica esplosione di Ravanusa che è costata la vita a nove persone, dieci conteggiando nel numero delle vittime anche il piccolo Samuele, che si trovava nel grembo della madre Selene, incinta al nono mese.
Abbiamo conosciuto le vittime attraverso le loro storie, le testimonianze di amici e familiari, i racconti di chi amava coloro che hanno perso la vita nella palazzina di via Trilussa.
Tra le vittime anche il docente di storia e filosofia Pietro Carmina, la cui ultima lettera agli studenti, scritta proprio per loro, in occasione del suo pensionamento, è stata citata da Mattarella nel suo messaggio di fine anno gli italiani.

Il professore Carmina era un intellettuale e letterato. Si dilettava infatti a scrivere ed aveva pubblicato qualche opera.
Il suo ultimo romanzo, “I totomè del barone”, ha attraversato la Penisola, ed è stato ora acquisito da una biblioteca di Chivasso, in provincia di Torino.

L’iniziativa della biblioteca civica “Movimente”
E’ stata la biblioteca civica “Movimente” a volere tra i suoi scaffali un’opera del professore prematuramente scomparso. “I totomè del barone” è ambientato nella Sicilia prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. A fare da sfondo alla narrazione, un fatto realmente accaduto a Ravanusa: l’incendio dell’archivio della Chiesa Madre.

“I totomè del barone” e il mondo fantastico
Sulla libreria online Scribd, il professore Carmina aveva scritto: “I Totomè del barone è frutto della mia fantasia. Immaginaria è tutta la storia, di storico c’è soltanto l’evento attorno a cui ruota il racconto, l’incendio della Madrice nella notte tra il 4 ed 5 febbraio del 1955. Tutto il resto, personaggi, luoghi, tempi, è manipolato in modo funzionale alla narrazione. Certo, in qualche protagonista non può non ravvisarsi qualche personaggio realmente esistito, ma gli atteggiamenti, le idee, i comportamenti sono del tutto inventati. Invito perciò il lettore a non perdersi in inutili accostamenti tra lo storico e l’inventato e ad appassionarsi al mondo fantastico, che talvolta è più reale del reale”.

I “Totomè del barone”, è diventato parte del patrimonio bibliografico non solo della biblioteca di Chivasso ma di tutto il Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana di Torino. Grazie infatti al servizio di circolazione libraria, potrà essere letto da tutti gli utenti del sistema con una copertura di 800mila abitanti e 70 biblioteche civiche collegate da un’unica rete informatica, con catalogo unico, tessera unica ed unico sito web.

Un omaggio al prof e ai siciliani
“Riserviamo un posto importante nei nostri cuori e nelle nostre biblioteche al professore Pietro Carmina – ha dichiarato il sindaco di Chivasso Claudio Castello -, le cui cultura e sensibilità difficilmente potranno essere dimenticate sotto le macerie di una strage assurda, che tiene ancora vivo il dolore di un intero Paese. Questo grande uomo si conferma tale anche nella sua scrittura, appassionata ed avvincente, che risente degli influssi letterari di Sciascia, Tomasi di Lampedusa, Camilleri e Pirandello, tutti straordinari autori originari di un territorio fecondo come l’Agrigentino. Il nostro è un omaggio alla memoria del professor Carmina e ai tanti nostri concittadini originari della Sicilia che, nel suo libro, ritroveranno la cultura e le tradizioni di un’isola meravigliosa”.

La complessa e sfaccettata realtà siciliana
“Siamo orgogliosi – ha aggiunto l’assessore comunale alla Cultura Tiziana Siragusa – di poter ospitare tra gli scaffali della nostra biblioteca il romanzo di Pietro Carmina, uomo di cultura, docente, scrittore siciliano. Il suo libro non può che arricchire il patrimonio librario di MoviMente: mi auguro che molti trovino il piacere di immergersi nella lettura di questo romanzo la cui storia ci porta a conoscere la complessa e sfaccettata realtà siciliana”.



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