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Canicattì, la sparuta minoranza: “stiamo leggendo le carte” … prossimamente leggeremo anche la mano.

Scritto da il 21 febbraio 2022, alle 11:54 | archiviato in #Esclusiva, Politica, Politica Canicattì. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Riceviamo e pubblichiamo da parte dei consiglieri di opposizione, Sciabarrà, Marchese Ragona, Lalicata e Cilia.

Sono tempi duri e in tempi come questi si è costretti a spacciare le uova di lompo per caviale. In politica ( politica si fa per dire) si fa anche di più. Spacciare i PUC come una iniziativa politica che proviene da una compagine della maggioranza e per di più come nuove possibilità occupazionali, roba da fare impallidire anche gli autori di Zelig. E allora proviamo a spiegare con parole ufficiali prese da l sito Istituzionale del Governo cosa sono i PUC.

Cosa sono i PUC

Nell’ambito dei Patti per il lavoro e/o per l’inclusione sociale, i beneficiari Rdc sono tenuti a svolgere Progetti Utili alla collettività (PUC) nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16.

I Comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti.

Oltre a un obbligo, i PUC rappresentano un’occasione di inclusione e crescita per i beneficiari e per la collettività:

  • per i beneficiari, perché i progetti saranno strutturati in coerenza con le competenze professionali del beneficiario, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune;
  • per la collettività, perché i PUC dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti.

Le attività messe in campo nell’ambito dei PUC dovranno rispondere ad uno specifico obiettivo da raggiungere in un intervallo di tempo definito, attraverso la messa in campo di risorse umane e finanziarie. Il progetto potrà riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di un’attività esistente, ma in nessun caso le attività in esso svolte potranno essere sostitutive di quelle ordinarie né saranno in alcun modo assimilabili ad attività di lavoro subordinato o parasubordinato o autonomo.

 

Chi organizza i progetti per i PUC

I progetti sono a titolarità dei Comuni, ferma restando la possibilità di svolgerli in gestione associata. In ogni caso i beneficiari sono tenuti a partecipare ai progetti attuati nel loro comune di residenza.

Fin qui la spiegazione ufficiale di cosa sono i PUC, altro che nuove possibilità lavorativa, è solo uno strumento che consente ai percettori di reddito di cittadinanza di potere ricambiare questo costo sostenuto dalla collettività con dei lavori e forme di collaborazione.

A dire il vero si tratta di un processo oramai adottato da quasi tutti i comuni che qui arriva con lo stesso ritardo con cui arrivarono i blue jeans dall’America. Aggiungo che su circa 1100 percettori di reddito , l’amministrazione in carica è riuscita a coinvolgere solamente una cinquantina di soggetti, perché il coinvolgimento dei soggetti è previo la realizzazione di progetti in cui essi devono operare.

Nella classifica delle supercazzole, diciamo che questa dei PUC spacciata per nuovi orizzonti lavorativi non è l’unica.

A detta di qualche economista “ de noi atri” il dissesto o l’eventuale dissesto del comune di Canicattì , non pregiudicherebbe la realizzazione di quanto promesso con il programma elettorale, perché a prescindere invece di attingere dal bilancio, ci pioveranno enormi montagne di danaro, dalla Regione, dallo Stato centrale e udite udite anche dall’Europa.

Probabilmente a questo novello economista sfugge il fatto che il nostro portafoglio progetti è pressoché vuoto, e neanche i fondi previsti da famoso PNRR potranno interessare il nostro paese, in quanto buona parte dei bandi sono prossimi alla scadenza.

Ma possiamo stare sereni, sembra che questa massiccia maggioranza al contrari della sparuta opposizione è impegnata nella lettura delle carte, che non abbiamo capito se trattarsi di carte intese tarocchi o documenti che contengono la narrazione degli ultimi 15 anni , anni che ci hanno portato alla catastrofe economica in cui ci troviamo oggi.

Noi sparuta minoranza ci siamo invece concentrati nella lettura delle carte, intese come tarocchi e abbiamo chiara la visione di ciò che è accaduto.  Al momento vi diciamo solamente che è uscito l’Imperatore, gli amanti, l’appeso, il matto e la giustizia.





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3 Risposte per “Canicattì, la sparuta minoranza: “stiamo leggendo le carte” … prossimamente leggeremo anche la mano.”

  1. Hiram ha detto:

    Le barzellette si susseguono.
    L’ultima parla di un Sindaco e del suo Assessore, che riuniti i capigruppo in Consiglio comunale per parlare di un dissesto finanziario dell’Ente, si sia dimenticato di farlo votare dai consiglieri comunali.

    Certo, per celerità e azione politica, bisogna dire ad onor del vero che non vi siano soggetti capaci di tale portata.
    Almeno fino ad oggi.

    Il Sindaco si sta occupando delle strade lasciate sprofondare dall’amministrazione fantasma precedente.
    Ma su tutto il resto, quando pensa di interessarsi seriamente? Questo dissesto finanziario dell’Ente, arriverà a breve sui banchi del Consiglio Comunale? Chi può saperlo!

    C’è gente che scommette già sulla brevità e sulla lungaggine di quando ciò avverrà. Figuriamoci, quando sarà il momento di scommettere sui fondi e sulla celerità della politica regionale, della politica nazionale, e di quella se pur di tutto rispetto sovranazionale.

    Canicattì è nelle mani di …

  2. Lo Curto Giuseppe ha detto:

    😢 = Per la serie, non ci resta che piangere !

    Mi permetto, perché la cosa riguarda anche il Comune di Campobello di Licata.

    Mano d’opera a buon mercato !

    Quando in Germania parlano di entrare nel mondo del lavoro a 12 euro lordi all’ora. Di base !

  3. Lo Curto Giuseppe ha detto:

    Prima di tutto, bisogna avercele le carte !
    Poi, bisogna saperle leggere.
    Ed infine, se io compro un chilo di mele, posso mai rivendere un chilo di arance ?

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