Sarà la Valle della Divina Commedia di Campobello di Licata a fare da cornice al “DivinaFestival” 2022 Festiva Regionale del Libero Teatro, organizzato dal “Covo degli Artisti” A.P.S. in collaborazione con la “Helios Artisti Associati” A.P.S., la “U.I.L.T. Sicilia” A.P.S., l’ A.C.S.I. Agrigento, l’Athena Club di Ravanusa, e con il patrocinio del Comune di Campobello di Licata, dell’Assessorato regionale al Turismo Sport Spettacolo e dell’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.
La direzione artistica è stata affidata a Lillo Ciotta.
Il DivinaFestival aprirà il proprio sipario venerdi 8 luglio e allieterà le serate estive del pubblico fino alla serata conclusiva prevista per il 5 agosto.
Lillo Ciotta: dopo l’esperienza esaltante del festival nazionale, del quale se ne parla ancora negli ambiti teatrali nazionali, continuiamo il viaggio attraverso il teatro regionale con l’obiettivo principale di promuovere il nostro territorio e soprattutto di dare l’opportunità ai nostri spettatori di godersi sei serate di teatro di alto livello qualitativo. Si esibiranno sul palcoscenico della “Valle” alcune delle migliori compagnie teatrali siciliane. Apriremo il “Festival” l’8 luglio con Eduardo Saitta di Catania che ci proporrà il suo cavallo di battaglia “Il Piacere è tutto mio”, e a seguire i “Trinaura” di Siracusa con “Adele Centini vedova Isastia” di Sacha Naspini, i “TrequArtisti” di Catania in “Non è così anche se(vi) pare” di Eugenio Barone, Mario Sorbello di Catania in “Anfitrione” di Plauto, il Teatro Stabile Nisseno di Caltanissetta in “Ora però muori amore mio!” e Pietro Barbaro di Messina in “Questi fantasmi” di Eduardo De Filippo.
Ci sembra doveroso ringraziare la nuova amministrazione comunale di Campobello di Licata guidata dal sindaco Antonio Pitruzzella, l’assessore alla Cultura Calogero Patti, le aziende che da sempre generosamente ci sostengono, le compagnie partecipanti e quanti, in qualsiasi modo, continuano a starci vicini. Grazie a loro e al nostro pubblico affezionato possiamo dire con orgoglio che, nonostante tutto, nel nostro territorio il “Teatro” è vivo e vegeto.












