Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Agrigento Micaela Raimondo ha disposto il rinvio a giudizio di 29 persone coinvolte nella maxi inchiesta Fish&Drug, l’indagine che ipotizza un vasto traffico di sostanze stupefacenti con base a Porto Empedocle. La sostanza stupefacente veniva trasportata anche grazie l’utilizzo di pescherecci e, talvolta, nascosta in fondo al mare. La prima udienza del processo si celebrerà il prossimo 19 dicembre davanti i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento presieduta da Wilma Angela Mazzara.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dal sostituto Sara Varazi, portò all’arresto di 9 persone per un totale di 17 misure cautelari. L’operazione fu eseguita dai poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, guidata dal vicequestore aggiunto Giovanni Minardi, e dagli agenti del commissariato Frontiera di Porto Empedocle, agli ordini della dirigente Chiara Sciarrabba. L’indagine, in seguito, veniva estesa dalla Squadra Mobile di Agrigento e dal Commissariato di Polizia di Frontiera, in collaborazione con la Guardia Costiera di Porto Empedocle, ed ha permesso il sequestro di 143 kg di hashish. Durante le investigazioni, grazie ai mezzi navali in dotazione della Guardia Costiera, sono stati controllati anche nottetempo, alcuni pescherecci che transitavano nel canale di Sicilia e con l’ausilio dei sommozzatori sono stati recuperati altri 12 chili di hashish nella zona antistante il porto di Porto Empedocle.

Nel collegio difensivo gli avvocati Giuseppe Barba, Davide Casà, Salvatore Virgone, Salvatore Pennica, Luigi Troja, Rosario Fiore, Teresa Alba Raguccia.