Una maxi truffa all’Inps di Caltanissetta per un importo che sfiora i cinquecentomila euro attraverso false attestazioni di disponibilità di terreni per quasi due ettari e assunzioni fittizie di braccianti agricoli. Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 63 imputati accusati a vario titolo di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. La prima udienza preliminare si celebrerà il prossimo 13 giugno davanti il gup del tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli.
I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2016 ed il 2019. Al centro della maxi inchiesta, eseguita sul campo dalla Guardia di Finanza, c’è l’azienda agricola dell’imprenditore canicattinese Salvatore Giardina, 61 anni. Secondo l’accusa avrebbe attestato falsamente la disponibilità di quasi due ettari di terreni – destinati al pascolo e alla coltivazione di olive e pesca da tavola – per richiedere la forza lavoro necessaria secondo quanto indicato dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura. I lavoratori assunti, secondo la procura di Agrigento in maniera fittizia, avrebbero poi inoltrato all’istituto di previdenza le richieste di indennità di disoccupazione e dell’assegno per il nucleo familiare provocando all’Inps un danno pari a 484.782,55 euro.
Nel collegio difensivo gli avvocati Calogero Meli, Calogero Lo Giudice, Emilio Messana, Fabio Aleo, Calogero Montante, Graziella Miccichè, Antonio La Cola, Diego Giardina, Salvatore Loggia, Amalia Gallo, Calogero Li Calzi, Salvatore Iannello, Luigi Reale, Angelo Asaro, Luigi Di Fede, Giuseppe Giardina, Ivan Trupia, Antonio Piazza, Barbara Garascia.













