Il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro assiste imperterrito al disfacimento della sua maggioranza e il consiglio comunale rimane bloccato da tre sedute consecutive. Il Partito Democratico attraverso un manifesto pubblico scrive di “sindaco commissariato” ricordando “come Cuffaro da tempo non ha più la maggioranza in consiglio potendo contare al momento su solo sei consiglieri su sedici”. Nel manifesto del PD si evidenzia come “da oltre tre sedute la sua maggioranza non è in grado di votare la surroga della dimissionaria Giovanna Vinti. Una surroga più politica che tecnica, dal momento che è fatto notorio che la consigliera, che subentrerà a sua volta, si dimetterà per consentire l’ingresso di un altro consigliere”. “ Il solito giro di giostra- si legge nel manifesto del PD- che ha caratterizzato l’amministrazione Cuffaro e che di fatto ha visto alternare decide di assessori con il solo scopo di mantenere gli accordi elettorali. Tutto questo accade in un Comune che presenta una situazione finanziaria disastrosa con un notevole disavanzo di bilancio di circa 2, 5 milioni di euro”. “ Intanto- conclude il PD- il sindaco continua a prendere impegni e a fare promesse ai dipendenti ed alla cittadinanza, non curante del fatto che non ha più la maggioranza in Consiglio”. “E’una situazione tragicomica, un teatro dell’assurdo che ricorda Ionesco – sottolinea Nino Randisi, coordinatore regionale de I Socialisti- per il quale un atto di grande responsabilità del sindaco sarebbe quello di dimettersi. In caso contrario la nuova maggioranza non dovrebbe assolutamente sfiduciarlo, ma lasciarlo li, lavorando in consiglio e approvando proposte alternative e in forte discontinuità con il passato, sino alla conclusione della legislatura, che, come è noto a tutti, non potrà più vedere una nuova ricandidatura di Silvio Cuffaro”. E intanto, ancora si attende il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) sulla presunta incompatibilità del sindaco che è anche direttore generale presso l’assessorato all’economia, al quale, come si ricorda, si è rivolto formalmente oltre che al Prefetto di Agrigento, il presidente del consiglio comunale Santino Cuffaro Farruggia, oggi esponente di punta di Forza Italia.