Sindaco Dalacchi liberi il Paese di Naro dal suo pesante ingombro, torni a scuola nella sua amata Palermo.
L’Amministrazione Dalacchi sorta dalle elezioni amministrative del giugno 2024 per risolvere i numerosi problemi di cui Naro soffre da numerosi anni, a cominciare dal dissesto finanziario del comune, si è subito arenata dove avere galleggiato ed essersi pavoneggiata per parecchi mesi. Già dopo qualche mese dall’insediamento prendono il sopravvento e fanno da padrona le continue liti e le risse all’interno della Giunta municipale che bloccano ogni tentativo di affrontare e superare le questioni amministrative. A giudicare dalle dichiarazioni rese dagli assessori che si sono dimessi a partire da gennaio di quest’anno, l’origine di questa mala gestio è da ricondurre alla persona del Sindaco, alla sua mancanza di professionalità politica – amministrativa e di capacità nel condurre i lavori all’interno dell’Organo esecutivo. Non serve nominare nuovi assessori per risolvere l’efficacia e l’efficienza dell’Amministrazione quanto il “pesce puzza della testa”, ma si deve sostituire il pesce.
A gennaio di quest’anno si dimette il vice sindaco Aronica, che interrompe l’esperienza con pesanti affermazioni. Nella lettera di dimissioni dichiara: “I tradimenti, i volta faccia, le subdole macchinazioni politiche e non, le beghe e i giochi di potere per avere ognuno la sua maglietta non fanno parte di me e della mia visione politica….”. Insomma descrive un clima tutt’altro che sereno e proiettato al bene comune, prevalgono gli alterchi per l’affermazione di logiche spartitorie e partigiane. Il clima che si respira all’interno della compagine governativa è sempre più torrido e rovente.
Queste dimissioni sono da attribuire, oltre che alle lotte intestine, ad una presa di distanza dal Sindaco per inettitudine politica e amministrativa di tenere insieme una maggioranza e di far fronte e gestire le vicende amministrative che ruotano intorno al Comune.
In un modo o nell’altro, la frattura che si è aperta all’interno della maggioranza Dalacchi, subito dopo le elezioni, con il passare del tempo lungi dal restringersi si è ulteriormente allargata e ingrandita. Questa non è, purtroppo, una bella notizia per la nostra Comunità, dove per governare una città come Naro che presenta gravi problemi finanziari, economici e sociali, ci vogliono un clima sereno e amministratori competenti e capaci.
Il sei gennaio la befana ha fatto pervenire al gruppo di opposizione “Uniti per Naro – Barberi Sindaco” un pacco regalo con dentro il seguente messaggio. Sindaco Dalacchi riconosce queste parole? “Signori Assessori buongiorno. Finalmente le feste volgono al termine. Mi auguro che vi siete rilassati….. io un po’ meno a dire il vero. La trasparenza e la correttezza nei vostri confronti mi impongono di informarvi di una mia decisione presa anche alla luce degli ultimi eventi legati all’ultima finanziaria della Regione e degli altri fatti collaterali legati al sereno andamento dell’attività amministrativa. Ho preso la decisione che il 7 gennaio azzero la giunta. Così si entrerà in una fase di confronto delle varie correnti politiche ed ognuno democraticamente esternerà le proprie opinioni e le proprie scelte. Dopo i primi sei mesi di attività è giunto il tempo del confronto che avverrà civilmente senza veleni all’interno delle coalizioni. Per correttezza ho pensato di informarvi preventivamente. Ci aggiorniamo per questo argomento al 7 gennaio. Invito a non discutere e non divulgare questa mia decisione”.
A parte l’assist politico all’opposizione, il gesto denota un evidente smacco nei confronti del Sindaco ed indica la poca considerazione di cui gode il primo cittadino all’interno della maggioranza che lo sostiene, mentre il contenuto del messaggio comprova all’interno della Giunta municipale un’atmosfera tesa e burrascosa.
Il 24 luglio si dimette l’Assessore Erika Ferraro, nella lettera di dimissioni afferma: “Non mi sento di far parte più di questa maggioranza, perché non mi piace il modus operandi, non mi piace il modo di amministrare: ci sono delle incongruenze, delle incompetenze…..non mi sento a mio agio…”. Anche queste affermazioni sono gravissime ed evocano, in maniera univoca, la responsabilità del primo cittadino, anche nel modo di condurre i lavori della Giunta municipale, lasciando trapelare poca trasparenza e inadeguatezza nelle decisioni da assumere. Una evidente incapacità del Sindaco a guidare l’Amministrazione comunale. Insomma un sindaco non all’altezza del suo compito, una autentica calamità naturale che si abbatte sulla comunità di Naro.
La dott.ssa Erika sferrazza, che ha sostituito a gennaio con la stessa delega il vice sindaco dimissionario, si dimette pure, dopo alcuni mesi, il 30 luglio scorso, con una lettera dal contenuto tagliente: “..Due vice sindaci dimessi in un anno non sono una casualità: sono il sinonimo di un sistema che non funziona, di una squadra che preferisce il compromesso al coraggio” ed inoltre “..la politica dovrebbe servire il bene comune, ma a Naro è diventata terreno di egoismi, ricatti, incompetenza e convenienza personale. Una politica malata, incapace di visione, che tradisce i cittadini e umilia chi cerca di lavorare con coscienza” e che “La verità che questo litigio per le poltrone sta paralizzando il comune. E a pagarne le conseguenze siamo noi naresi. In una città che già fatica a muoversi tra mille difficoltà, non c’è spazio per certi egoismi mascherati di politica”. Ed ancora, “La cultura e la politica, da sole, non salvano Naro. Servono professionalità, serietà e amore per la città, trattandola come casa propria”. Dichiarazioni tutte queste pesantissime che mettono a nudo un ambiente all’interno dell’Organo esecutivo intriso di tensioni, dove a prevalere non è il bene comune ma gli egoismi, l’incompetenza, le logiche spartitorie e i ricatti, accompagnate da un dilettantismo del Sindaco a svolgere il proprio ruolo con autorevolezza e competenza, dove a rimetterci è la Comunità di Naro.
Ed ancora, in data 12 agosto si dimette l’Assessore Letizia Maniscalchi dove nel comunicato afferma: “La mia scelta maturata con piena consapevolezza e senso di responsabilità, nasce da una radicale ed insanabile contrarietà al metodo con cui si è scelto di guidare l’Amministrazione e il nostro Paese; un approccio autoritario, incoerente, inefficiente e sempre più distante dai bisogni della nostra comunità”. “Prendo, pertanto, le distanze da questo modus operandi dove regna l’incertezza, l’assenza di un leale confronto, l’isolamento delle figure assessoriali e la mancanza assoluta di collegialità”. Anche queste dichiarazioni esprimono un modo di amministrare anomalo e in violazione delle regole democratiche, del principio di collegialità, della correttezza istituzionale e dell’inefficienza le cui responsabilità sono riconducibili sempre al primo cittadino che dimostra la sua inconsistenza e incoerenza a guidare l’Amministrazione comunale ed a risolvere i gravi problemi del Paese.
Sindaco Dalacchi, dopo tutte queste pesanti e gravissime affermazioni che non le dicono i consiglieri di opposizioni, ma le persone che facevano parte della Giunta da Lei presieduta e che, fino a qualche settimana fa, le sedevano accanto, non prova imbarazzo e vergogna per le cose che hanno detto contro di Lei? Non prova un minimo di rossore? Il suo è un silenzio assordante, chieda scusa ai cittadini che lo hanno eletto inconsapevolmente e tolga il disturbo, non finga di non vedere e di non sapere, non faccia il pesce in barile.
Sindaco Dalacchi, liberi questo Paese dal suo pesante ed inutile ingombro che è piombato come un macigno sulla comunità di Naro: SI DIMETTA! Liberi questo Paese dalla sua persona, torni alla scuola della sua amata Palermo!


















