Dopo settimane di critiche serrate a firma Uniti per Naro – con richieste di dimissioni, accuse di cattiva gestione e persino il paragone con Don Abbondio – il sindaco di Naro, Milco Dalacchi, rompe il silenzio e risponde con un intervento dai toni taglienti, che intreccia politica e letteratura.

Il primo cittadino parte proprio da Manzoni: “Carneade! Chi era costui?”. L’incipit dei Promessi Sposi diventa l’arma retorica con cui Dalacchi demolisce un consigliere comunale dell’opposizione, descritto come “invisibile, assente dalla vita cittadina, residente da quarant’anni a Palermo e capace solo di firmare articoli scritti da altri”.


Il sindaco rovescia l’immagine di Don Abbondio

Negli articoli del 13 agosto 2025 e del 6 settembre 2025, l’opposizione lo aveva dipinto come il Don Abbondio narese: pavido, inerte, ostacolo allo sviluppo della città. Dalacchi ribalta la metafora: “Il vero Don Abbondio – afferma – è chi resta lontano 150 chilometri, chiuso in casa a Palermo, comparendo in Consiglio come un fantasma”.

E rincara la dose: “Forse più che Don Abbondio, dovremmo chiamarlo Don Rodrigo: un titolo senza contenuto, che non rappresenta nessuno”.

Mangiafuoco, Pinocchio e i pupi siciliani

La replica non risparmia le immagini teatrali: “Se un Pinocchio c’è, non è il Sindaco, ma chi si presta a fare il burattino nelle mani di Mangiafuoco. Un consigliere senza autonomia è un pupo, non un protagonista”.

Un attacco frontale, che riecheggia la tradizione dei pupi siciliani, evocando l’idea di un consigliere manovrato da “pupari ben più esperti”.

Pirandello e Schettino: maschere e navi abbandonate

Il discorso si colora anche di Pirandello: “Uno quando scrive, nessuno quando serve alla città, centomila quando cambia faccia a seconda della compagnia”.

E infine il colpo di teatro: il paragone con Schettino. “C’è chi non abbandona mai la nave – dice Dalacchi – e chi invece, appena la tempesta si fa dura, resta a riva, lontano da Naro, a guardare da Palermo”.

Dal dissesto alle accuse reciproche

Gli articoli di Uniti per Naro avevano puntato il dito sul dissesto finanziario, sul caos in Giunta e su un’amministrazione definita “autoreferenziale e inefficiente” (31 agosto 2025; 6 settembre 2025). Oggi il sindaco replica rivendicando la propria presenza quotidiana: “Non mi sono mai sottratto: raccolgo macerie, ascolto cittadini, combatto ogni giorno contro i problemi lasciati da anni di cattiva amministrazione”.

La domanda finale

Il testo si chiude con un appello ai naresi: “Dareste fiducia a chi in 15 mesi è entrato in Comune solo per sedere in Consiglio? Naro non ha bisogno di filosofi a distanza, ma di chi ci mette la faccia”.