È stato pubblicato il Decreto dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica che assegna 4 milioni di euro ai Comuni siciliani in dissesto.

L’onorevole Angelo Cambiano esprime soddisfazione per il risultato ottenuto, ricordando come grazie a un suo emendamento Licata sia stata inserita tra i Comuni destinatari di questo importante finanziamento.


«L’inserimento di Licata tra i Comuni beneficiari di queste risorse non era affatto scontato – dichiara Cambiano – ma è il frutto di un’azione politica mirata e di un emendamento che ho fortemente voluto, insieme all’onorevole Nuccio Di Paola, durante l’iter legislativo. Siamo riusciti a far includere anche i Comuni con una popolazione compresa tra 25.000 e 100.000 abitanti, che si trovano in dissesto finanziario alla data del 30 settembre 2024 e da non oltre cinque anni dall’entrata in vigore della legge. A questi enti viene destinato un contributo straordinario complessivo pari a 4 milioni di euro. Tra gli otto Comuni interessati dal provvedimento, tre sono dell’agrigentino: Canicattì, Favara e Licata».

«Già in passato – prosegue l’Onorevole – avevo sollevato la questione delle gravi criticità finanziarie che attanagliano enti come Licata e Canicattì. Oggi passiamo dalle parole ai fatti: questo decreto traduce quell’impegno in liquidità fresca, immediatamente disponibile per la città».

Il provvedimento arriva in un momento cruciale per la stabilità finanziaria dell’ente. L’azione dell’On. Cambiano ha consentito di correggere i criteri di riparto, garantendo che venissero considerate le specificità di quei Comuni che, pur affrontando dissesti o piani di riequilibrio, necessitano di un sostegno immediato per assicurare i servizi ai cittadini.

«Questi fondi – conclude Cambiano – permetteranno all’amministrazione di gestire con maggiore serenità le spese correnti e di alleggerire il peso dei disavanzi pregressi. Continuerò a vigilare affinché le risorse regionali siano distribuite in modo equo e arrivino dove c’è reale necessità, tutelando gli interessi della nostra comunità».