Il cimitero comunale versa in uno stato di abbandono che ferisce profondamente chi vi si reca per pregare e ricordare i propri cari.
Lungo i viali e soprattutto nell’area antistante l’ingresso principale si accumulano decine di fustini e contenitori stracolmi di fiori secchi, corone funebri sfatte, nastri, lumini votivi esauriti e resti di ceri. Un tappeto di rifiuti che, pur essendo legato al naturale ciclo delle visite ai defunti, non viene smaltito da qualche tempo.
A rendere la situazione ancora più grave è la totale assenza di personale. Il custode è in malattia da lungo tempo e, al momento, non è stato sostituito. Il camposanto resta quindi incustodito dall’apertura al tramonto, senza nessuno che controlli.
Non si tratta di erbaccia o di degrado strutturale: il problema è esclusivamente la mancata raccolta e smaltimento dei rifiuti legati alle sepolture, fiori appassiti, corone, lumini in plastica e vetro e materiali biodegradabili che, se non rimossi regolarmente, trasformano i viali in una discarica.
I cittadini non chiedono lavori straordinari, ma semplicemente che i contenitori vengano svuotati con cadenza regolare e che ci sia almeno una presenza quotidiana, anche solo di poche ore, per garantire un minimo di ordine e decoro.
Un luogo sacro come il cimitero non può essere lasciato nell’incuria, soprattutto quando il degrado deriva da una banale mancanza di organizzazione e personale.