“La protesta dei tre sindaci e di un commissario straordinario regionale che si sono recati negli uffici della Regione per chiedere risposte sulla programmazione della stagione irrigua 2026 è il segnale evidente di un malessere profondo che investe l’intero comprensorio agricolo del Lago Arancio”. Lo dichiara Michele Catanzaro, capogruppo del Partito Democratico all’Assemblea regionale siciliana.

“Quando il governo regionale fa spallucce di fronte alle contestazioni che ogni giorno solleviamo sull’assenza di programmazione – aggiunge Catanzaro – dimentica che dietro di noi ci sono migliaia di siciliani stanchi di provvedimenti improvvisati e di interventi che tamponano l’emergenza senza risolvere i problemi”.


A preoccupare amministratori e agricoltori è soprattutto il trasferimento dell’acqua dal Lago Arancio alla diga Garcia, deciso dalla cabina di regia per l’emergenza idrica. “Affrontare la crisi idrica del Trapanese è doveroso – afferma Catanzaro – ma farlo sottraendo risorse idriche a quattro Comuni agricoli, senza un piano alternativo, significa aprire una nuova falla mentre se ne chiude un’altra. È l’ennesima azione non programmata e non concertata”.

Il capogruppo PD ricorda inoltre che prima dell’estate aveva sollecitato la riattivazione dell’impianto di sollevamento Basso Belice Carboj. “In Commissione Attività produttive e in Aula – sottolinea – l’ex Assessore Barbagallo aveva assunto impegni precisi per un’opera capace di portare 10 milioni di metri cubi d’acqua dal fiume Belice al Lago Arancio, garantendo turni irrigui regolari. Di quell’impegno oggi non c’è più traccia. Tocca adesso all’Assessore Luca Sammartino dare seguito a quell’impegno. Sarebbe un intervento fondamentale per compensare il trasferimento verso la diga Garcia e dare serenità agli agricoltori”.

“L’emergenza agricola – conclude Catanzaro – rischia di trasformarsi in una crisi sociale che colpirà migliaia di famiglie. E se a chiedere risposte non siamo solo noi dell’opposizione, ma anche i sindaci e perfino un commissario straordinario nominato dalla stessa Regione, significa che l’improvvisazione a Palazzo d’Orléans regna sovrana”.