“La pantomima del governo sul ponte sullo Stretto è un vero e proprio affronto per i siciliani e i calabresi alle prese con le conseguenze infauste del ciclone Harry. Non si può sostenere, come hanno fatto a più riprese sia Salvini sia Ciucci, che in estate partiranno i lavori. Perché non è vero nulla. E lo ha scritto lo stesso governo nelle pieghe del dl Infrastrutture: tante scadenze sono fissate ad estate più che inoltrata. Ai cittadini bisogna dire le cose come stanno: l’iter è tutto da rifare. Il piano economico-finanziario con le stime dei costi va riformulato. Vanno rifatte le valutazioni di impatto ambientale: quelle attuali cozzano con la direttiva Habitat Ue. Forse va rifatto anche il bando pubblico, perché il costo attuale supera del 50% l’importo fissato quando la gara fu fatta tanti anni fa. C’è poi da richiedere il parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti sui pedaggi, e serve l’ok del Consiglio superiore dei lavori pubblici. C’è un dato di fatto: Salvini, per non perdere la faccia, sembra sempre più il principe De Curtis nel film Totò-truffa, quando tentava di vendere con l’imbroglio la fontana di Trevi all’italo-americano Decio. Il ministro delle Infrastrutture continua a imbrogliare gli italiani, e i siciliani e i calabresi in particolare. Nel frattempo i comuni devastati aspettano fondi, ristori e un minimo di considerazione da Meloni e dal suo governo. Fa male vedere 15 miliardi tenuti fermi per la grande frode del ponte, sul quale anche in questo 2026 non si farà nulla”. Così in una nota la capogruppo M5s in commissione Infrastrutture alla camera Daniela Morfino.